Perché accettare i dubbi è giocare d’astuzia

Gloria VanniPersone e Benessere25 Conversazioni

Perché accettare i dubbi è giocare d'astuzia | persone e benessere

Quante volte hai sentito dire: “diamogli il beneficio del dubbio”? Io tante. Perché i dubbi sono parte della vita, rendono umani e sono vissuti in modo diverso da uomini e donne. Accettare i dubbi è possibile.

Ho imparato a sentirmi bene con i miei «non so». Non è stato un colpo di fulmine e neppure una passione a prima vista. È un amore nato dalla conoscenza e alimentato dall’intimità quotidiana. Hai presente il vicino di casa o l’ex compagno di scuola che un giorno, non si sa perché, inizi a vedere con altri occhi? Ecco, è quanto mi è accaduto.

Accettare i dubbi non è una passeggiata. Ma è possibile

Strada facendo mi sono resa conto che ci vuole coraggio a rispondere «non so», a se stessi e agli altri. Nessuno lo ammette ad alta voce e pochi ne parlano sottovoce ma la questione – di problemi qui non c’è traccia! -, ti assicuro che è condivisa.

A noi donne, poi, il «non so» riesce benissimo, meglio che agli uomini. Perché siamo cresciute ed educate a dubitare di ciò che sappiamo e, soprattutto, di ciò che siamo.

Quante di noi hanno ricevuto incoraggiamenti del tipo: «Non ti preoccupare, ce la puoi fare»? Quante di noi hanno detto: «Vai avanti, sento che sei sulla buona strada»? Fai le stesse domande a un maschio e rimani stupita dalle risposte. È così e tanto vale farci i conti fino in fondo.

È pure vero che poche donne definirebbero coraggio il proprio «non so» in una riunione di lavoro e in una discussione in cui è fondamentale fare bella figura. Già, che bella figura! Dici «non so» e ti metti nell’angolo con le tue mani.

Lui, lei, gli altri distolgono lo sguardo, piuttosto imbarazzati e abbastanza perplessi. Tu ti senti un’equilibrista su un filo senza rete e ti vedi in caduta libera verso il nulla. E più che al coraggio pensi al suicidio, professionalmente e umanamente parlando. Accettare i dubbi vuol dire conquistare maggiore fiducia in sé.

Come accettare i dubbi? Giocando d’astuzia, come fanno gli uomini

Allora, sappiamo che il dubbio è sinonimo di mancanza di fiducia. Che, declinata al femminile, è pure cronica. Eureka! Aspetta, non è finita, siamo “cornute e mazziate” 🙂 Sì, perché anche gli uomini sono attraversati dal dubbio ma non si fermano quando non sanno. Magari tirano a indovinare e a volte vanno pure a segno.

E sai che c’è? Non si tratta solo di bravate e provocazioni, bensì di fiducia in se stessi.

Quella fiducia che è chiamata anche “fattore sicurezza” ed è fondamentale sul lavoro: chi è convinto delle proprie capacità è ovviamente più convincente.

Il talento non è sufficiente, sostiene Cameron Anderson, psicologo dell’Università di Berkeley, che precisa:

«La fiducia in sé, reale, non costruita, è parte del talento. È necessaria per eccellere».

Noi donne ci interroghiamo, poi dubitiamo e, a un certo punto, scatta un invisibile ALT dentro di noi e ci fermiamo.

Accettare i dubbi e andare avanti, dando un valore ai «non so»

Che fare per non fermarci di fronte ai nostri dubbi? Abbiamo solo due alternative:

1. smettere di dire «non so»;

2. considerare il «non so» un valore e non una mancanza.

Smettere di dire «non so» è piuttosto difficile! È di certo più semplice cambiare prospettiva e vedere il valore dei dubbi.

Jessica Bacal nel suo Mistakes I Made at Works, Errori che ho fatto sul posto di lavoro, racconta i fallimenti apparentemente catastrofici di 25 donne di successo. Donne che da quegli episodi hanno saputo trarre insegnamenti per rialzarsi.

Il messaggio qui è: così come ci sono vari modi per avere successo, ci sono altrettanti modi di vacillare, di cadere e di continuare andare avanti.

Il mio invito è: trasforma il tuo «non so»! Dai al paradigma di sfiducia l’abito di dubbio fecondo, capace di generare dei frutti.

Condivido il pensiero della Bambina filosofica di Vanna Vinci: «Sono una fanatica del dubbio, mi esercito tutti i giorni, appena alzata dubito sempre almeno una buona mezz’ora».

Per accettare i dubbi, occorre anche (soprattutto) allontanarsi da abitudini e gesti di sempre. Vieni con me? Be’, rischi di incontrare un amore che può essere una risorsa rivoluzionaria da tramandare a chi viene dopo di noi. Fammi sapere se devo aspettarti… Anche qui sotto, grazie!

About Gloria Vanni

Ciao, sono Gloria, giornalista, blogger, digital copywriter, divulgatrice digitale. Amo creare connessioni tra persone e cose. Scrivo articoli per blog, pagine e media online. Andare controcorrente è nel mio Dna. Lo so da quando scappavo dall'asilo in cerca di idee e passioni. Sogno, sorrido, condivido.
Post precedente
Post successivo

Google+ Conversazioni

Gloria VanniPerché accettare i dubbi è giocare d’astuzia

25 conversazioni a “Perché accettare i dubbi è giocare d’astuzia”

  1. mikimoz

    Sai Gloria, a volte però ho bisogno di qualche certezza… col dubbio è figo giocarci, all’inizio… ma poi si deve concretizzare… almeno qualche volta.

    Moz-

    1. Gloria Vanni

      Sono d’accordo, Moz: senza certezze non si va lontano 🙂

      La frase di Gibran è una scelta ironica anche se ha una sua verità. Cambiare prospettiva è ancora una volta l’obiettivo: anche il dubbio può avere un’altra interpretazione e produrre azioni diverse e concrete.

  2. Paola Sala

    Infrangi un altro tabù, cara: complimenti perché il dubbio è davvero l’onnipresente di cui nessuno vuole parlare. E mi piace la tua interpretazione di considerarlo un nuovo punto di partenza e non una fine. Grazie 🙂

    1. Gloria Vanni

      Più che una fine, Paola, è un ALT… che, sì, è anche una fine!

      Ho utilizzato il tuo suggerimento, tabù, per la comunicazione su FB, credo.
      Vuoi dire che il dubbio è come il sesso? Ok, preciso che non sono impazzita a Miami ma solo contagiata dall’amore respirato in famiglia. E questo è meravigliosa certezza.

      Domanda: ti è stato utile questo post?

      1. Paola Sala

        Sì, l’ho trovato utile perché mi ha costretta a fermarmi per chiedermi: come mi comporto io di fronte al dubbio? La risposta la puoi immaginare, Gloria, e allora sì agli spunti che impongono cambiamenti.

  3. Gloria Vanni

    Traduzione: L’azione rimuoverà il dubbio che la teoria non può risolvere. Dedicata a chi ha problemi con l’inglese e con i dubbi.

    Grazie, Eli! Sei d’accordo con il dubbio fecondo?

  4. Giovanni

    Vorrei dirti grazie, Gloria, perché è abbastanza difficile parlare di dubbi, propri e altrui.
    Il tuo articolo fa riflettere. Anche chi, come me, è fortunato per avere ricevuto conferme e incoraggiamenti. Leggendo il tuo post mi rendo conto che devo motivare di più i miei figli, soprattutto la bimba. A volte non ci si rende proprio conto di quali danni possano fare certe abitudini!

  5. Katia

    ho messo in dubbio tutto quando avevo 12 anni, sono stati e sono ancora anni non felici, perché di certezze non c’è ne sono, quindi si vive sapendo i limiti di ogni cosa che fai e che pensi. Sono la persona che sono anche e soprattutto per questo, mi piaccio? Abbastanza, felice raramente, entusiasta molto spesso. Ma il dubbio ti porta ad attaccare veli che sono destinati a cadere e tu sei destinata ad attaccarne altri, sempre nuovi, sempre uguali. Vivere nel dubbio è non avere fede, la fede è un dono che a pochi capita di avere.

    1. Gloria Vanni

      Abbiamo compiuto un percorso molto simile, Katia! Anche io ho iniziato a pormi dubbi su dubbi dai 12-13 anni in poi… Poi continuo questa mia risposta tra un po’ perché sono a pezzetti! Giornata intensa, molto! Ho perso il mio strumento di lavoro che è tutto, contiene tutto…

  6. Eli Sunday Siyabi

    Io i dubbi che rimangono tali proprio non li sopporto. Mi fanno stare male anche fisicamente. I miei genitori mi hanno cresciuta nella trasparenza e non nel vivere nel dubbio. Le persone che mi fano dubitare della loro trasparenza, o le situazioni poco chiare, cerco di risolverele. E, nel caso in cui non ci riesca, le abbandono. Rimanere col dubbio non è salutare, e io voglio vivere il più possibile serena.

    1. Gloria Vanni

      Anche io non sopporto i dubbi immobili, Eli. Per me il dubbio può essere temporaneo, poi a qualcosa deve portare, a una azione /reazione.

      E anche tu, come Giovanni, sei stata fortunata perché hai avuto chi ti ha aiutata a crescere nella trasparenza e ha contribuito ad accrescere la fiducia in te. Non è sempre così, anzi, spesso è il contrario, più per questioni di educazione e cultura che per altri motivi.

      Concordo che restare nel dubbio non fa bene alla salute, quindi anche io mollo dubbi e situazioni/persone che li generano. È una scelta che può essere letta come radicale?

  7. Gloria Vanni

    Di cosa, Katia, sei molto preoccupata?

    Per quanto riguarda me, sono tornata ora da New York, dove avevo la connessione wifi solo mattina e sera in hotel, dove ho perso il mio portatile e ho sperato 48 ore di ritrovarlo. E sul portatile c’era il secondo post in uscita questa settimana che si è volatilizzato anche lui perché doveva essere sistemato…

    Ma sto bene, sono tornata, a casa tutti bene, tra un po’ pedalo a un costruttivo confronto con il “mio” webmaster e ho un weekend per smaltire fusi & Co. E non ho dubbi che il tuo evento a Grosseto sia stato un successone: confermi?

  8. Tiziana Etoschi

    E’ vero Gloria!
    I dubbi portano all’azione!
    A volte sono come linfa che ci rianima e ci fa sentire il bisogno di muoverci da dove siamo…
    Restare nel dubbio può anche essere molto doloroso e, dato che l’essere umano rifugge il dolore, se li si vuole vivere con il giusto atteggiamento ti fanno alzare il…sederino per darti una mossa.
    Grazie perchè hai dato forma a qualcosa che era già dentro di me ma che non riuscivo a tradurre in parole!
    😉

  9. Gloria Vanni

    Felice di essere a volte musa, altre strumento, oggi il tuo mezzo per “dare forma a qualcosa”: grazie a te, Tiziana!

    Non so se hai idea di quanto sia bello ricevere un pensiero su un post di ieri e ieri l’altro. Per me è meraviglioso: significa che qualcuno è andato a ritroso nel tempo a cercare il suo luogo e la sua dimensione e qui li ha trovati

    Spero di incontrarti ancora, presto e intanto ti auguro un #2015xSorridere 🙂

  10. Tiziana Etoschi

    Dici bene Gloria, stavo cercando e ho trovato il mio luogo!

    Nulla accade per caso! 😉

    Ti ringrazio e ti auguro una splendida giornata.

    Ci incontreremo presto! 🙂

  11. Tiziana Etoschi

    Ma è stupendo!

    Complimenti!!! Ho riletto i tuoi sogni: che bellezza Gloria!

    Ottimo inizio! 🙂

    Le cose brutte della vita ci sono e ci saranno sempre…
    Personalmente mi sento e sono impotente di fronte a cose più grandi di me, soprattutto quando non mi riguardano direttamente, nel senso che non posso intervenire per fare qualcosa, dare il mio contributo.

    Allora mi impegno ancora di più per fare qualcosa di diverso e di meglio nel mio piccolo, certa che sia questa l’unica via per migliorare il mondo he ci circonda.
    Cerco di insegnarlo anche ai miei bimbi…

    …è una trasformazione lunga, ma se lo facessimo tutti…
    😉

  12. Gloria Vanni

    Ecco, che bello vedere un viso e non un avatar grigio, Tiziana: come sei riuscita nel miracolo? Perché io ci provo a suggerire come si fa ma non sempre i miei suggerimenti producono questi risultati 😉

    Non è per dire, ma sono super d’accordo con te: con un passo alla volta, quello di ognuno di noi, sommati gli uni agli altri, be’ siamo in grado di produrre montagne di cambiamenti. Fai bene, insegnalo ai tuoi bimbi – quanti? -, così anche loro hanno la possibilità di contribuire alle rivoluzioni che… nascono sempre dal basso!

  13. Tiziana Etoschi

    Ho semplicemente seguito le tue istruzioni 😉

    Ho tre bimbi…tanta fatica ma grande opportunità! 🙂

    Esatto! Per scalare qualunque montagna bisogna partire dal basso!

  14. Gloria Vanni

    Tre bimbi? Che meraviglia, Tiziana, era il mio sogno ma mi sono dovuta fermare a una.
    E oggi, dato il suo essere tuttora piuttosto impegnativa, dico va bene, ve bene così!

    E immagino che ti ispirino… coraggio, passione, curiosità…

  15. Tiziana Etoschi

    Gloria puoi quindi immaginare l’impegno alla terza!! :))

    Coraggio: tantissimo!
    Passione: si, e tanto amore… se no soccombi! 🙂
    Curiosità: tre universi da scoprire con cui interagire in modi differenti!

    Essere genitore è un percorso di crescita personale incredibile.
    Ti devi confrontare ogni giorno con te stessa e con loro.
    Insegnare ma anche imparare.

    Insomma non ci si annoia!

    Auguro a tutti una buona giornata!

  16. Gloria Vanni

    Lo immagino, Tiziana, e ti ammiro!

    Per l’impegno e per le tue parole: insegnare ma anche imparare. Super vero, diventi genitore con i tuoi figli e non c’è scuola se non la vita stessa, tu insieme a loro. Con tutti gli errori del caso perché nessuno nasce imparato.

    Buon lavoro, mamma 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *