Come passare da classe energetica G a E

Gloria VanniMondi e Sostenibilità25 Conversazioni

classi energetiche immobili: come passare da classe energetica G a E
Migliorare la classe energetica di casa è un mio sogno: passare dalla G alla E, via classe F non è impossibile.

Ho tentato in ogni modo di condividere la necessità di intervenire sul nostro edificio della metà degli anni Sessanta del secolo scorso, progettato e costruito senza alcuna attenzione all’ambiente. Perché dobbiamo ridurre sprechi termici ed elettrici, abbiamo la necessità di diminuire le emissioni di anidride carbonica.

In Italia la maggior parte degli edifici disperde calore, proprio come accadeva al mio quando era in classe energetica G. Sono arrivata, grazie a modifiche interne all’immobile, alla classe energetica E.

Come un “Don Chisciotte in gonnella” ho lottato mesi contro l’ignoranza di un amministratore che, come altri, pensa soprattutto al proprio tornaconto. E contro l’indifferenza di circa 35 condomini per i quali devo essere una visionaria rompiscatole. Abbiamo fatto quanto previsto dalla legge, ovvero l’inserimento delle valvole termostatiche e del sistema di contabilizzazione del calore. Quindi ho deciso di fare qualcosa da sola.

Cambiare classe energetica: da G a E con l’aiuto di un professionista

Vivo in questo appartamento da ottobre 2011, anno in cui la certificazione energetica è consegnata al rogito. Se lo chiedi prima ti dicono che c’è, off course. Solo di fronte al notaio scopro che l’appartamento così piacevole a vedersi, con parquet firmato e dettagli da architetto che se la tira, è in realtà della più bassa qualità dal punto di vista energetico: la famosa classe G che tappezza tre quarti degli annunci di affitti e vendite a Milano e in Italia. Quando va bene, troviamo qualche immobile in classe F!

In particolare, la classe F disperde energia quanto la classe G e per questo motivo è una casa poco efficiente e performante: per riscaldare un metro quadrato ha bisogno di quasi 16 litri di gasolio l’anno. Un grande spreco, rispetto alla classe energetica A. Per questo ti consiglio di iniziare a muoverti per migliorare l’efficienza energetica del tuo immobile!

Tornando al mio appartamento, come tante ristrutturazioni – già, perché il mio nido nasce da una trasformazione da ufficio ad abitazione -, si è privilegiato l’occhio e, per esempio, si sono ignorati isolamento termico e acustico. Metto una pietra sopra all’isolamento acustico e mi tengo per nove mesi il rumore dei bimbi che salgono e scendono le scale nella vicina scuola. Sembra che passino sulla mia testa le rare volte che alle 8 del mattino sono a letto. Per non parlare di chi, al piano sopra, cammina con i tacchi dopo le 10 di sera e anche questo sembra che avvenga in casa mia.

Perché cambiare classe energetica? Per migliorare la qualità della vita!

Chiedo aiuto a Mauro Zamarian, ingegnere, per una verifica e soprattutto per avere indicazioni sul da farsi per essere meno inquinante e migliorare l’attuale qualità della vita.

In prima battuta scopro che la mia certificazione energetica non corrisponde neanche alla realtà: sono classe G – 188,17 kWh/m2anno e non G – 244,76 kWh/m2anno come da attestato in mio possesso e protocollato al Catasto energetico del Comune di Milano!

Poi, la professionalità di Mauro è confermata da una dettagliata analisi di ben 14 pagine che evidenzia:

  1. Muratura esterna non adeguata alle condizioni climatiche della zona con un forte passaggio di calore dall’interno all’esterno durante il periodo invernale a dall’esterno all’interno durante il periodo estivo.
  2. Cassonetti non coibentati.
  3. Sottofinestre in marmo senza taglio termico.
  4. Termosifoni incassati nella muratura con duplice problematica: problemi di conversione nel riscaldamento dell’aria e problemi di irraggiamento (il 50% della superficie emissiva trasmette all’esterno).

Un ingegnere e tre soluzioni per avanzare tra le classificazioni energetiche delle case

Analisi che mi fornisce tre possibili soluzioni, con ipotesi di costi e relativo guadagno di classe energetica. Scelgo la seconda soluzione e, con una cifra di poco inferiore ai 2.000 euro che mi garantisce un risparmio di circa 340,00 euro l’anno, ecco cosa è stato fatto:

      1. Inserimento verso l’interno di 10 cm EPS, lana di roccia 8, ricoperte da pannellatura in cartongesso lungo la parete nord. La lana di roccia è stata inserita anche attorno a tutti i serramenti, di fianco e in alto.
      2. Inserimento di pannelli termoriflettenti di colore bianco dietro ai termosifoni, soluzione che permette una migliore utilizzo dei corpi scaldanti, aumentando le prestazioni fino al 10%. I pannelli sono della 3emme, si chiamano Geko e si trovano dai Leroy Merlin: 8 euro il rotolo da 70×100 centimetri.
      3. Coibentazione dei cassonetti.

Cui si aggiunge la sostituzione di tre finestre in alluminio sulla facciata sud con serramenti UniOne, certificati CasaClima, cornice in alluminio e legno all’interno, vetri 3+3/camera/3+3 basso emissivo.

classi energetiche immobili: attestato certificazione energetica

Classe energetica abitazioni: più comfort oggi, maggior valore dell’immobile domani

La sintesi è che ho perso 10 centimetri di spazio in sala e ho guadagnato la classe E – 132,72 kWh/m2anno.

Questo si legge sul mio mio nuovo Attestato di certificazione energetica (ACE). Il che significa maggiore comfort oggi e una rivalutazione economica del mio appartamento domani.

Sono stata in ballo con gli operai più o meno una settimana. Disagi gestibili contando su un collaudato team diretto da Mauro. Ah, dimenticavo! Le finestre rientrano negli sgravi fiscali del 65% per il risparmio energetico, il resto nelle agevolazioni del 50% per le riqualificazioni e l’efficienza energetica del patrimonio immobiliare italiano.

Se vuoi i riferimenti di Mauro, cerca Zest, Sustainable Ideas. Puoi anche chiedermeli, sono qui! Spero che questo articolo ti sia stato utile: stai pensando di fare qualcosa per il tuo nido/mattone? Se avessi qualche dubbio, puoi commentare qui sotto: sarò felice di fare due chiacchiere con te!

About Gloria Vanni

Ciao, sono Gloria, giornalista, blogger, digital copywriter, divulgatrice digitale. Amo creare connessioni tra persone e cose. Scrivo articoli per blog, pagine e media online. Andare controcorrente è nel mio Dna. Lo so da quando scappavo dall'asilo in cerca di idee e passioni. Sogno, sorrido, condivido.
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Gloria VanniCome passare da classe energetica G a E

25 conversazioni a “Come passare da classe energetica G a E”

  1. Andrè

    Io ristrutturando il mio appartamento (condominio anni ’50, ultimo piano) ho optato per cassonetti coibentati e infissi alluminio/legno a doppio isolamento, e per una cappottatura compleata sia perimetrale che a soffitto in cartongesso e lana di roccia, oltre a un pavimento in legno di 1,5 cm appoggiato sul pavimento preesistente, quindi con ulteriore isolamento verso l’interno del palazzo.

    Devo dire che, pur non essendoci un risparmio economico (impianto di riscaldamento centralizzato) il comfort è molto buono. D’estate la casa non diventa un forno nonostante abbia due grandi finestre a sud e il tetto (non coibentato) sopra la testa quindi non ho nemmeno messo il condizionamento. D’inverno si sta benissimo, tanto che anche quando ci sono stati problemi di riscaldamento (per 2 settimane a gennaio la pompa praticamente non andava) sono sopravvissuto decentemente a termosifoni quasi spenti.

    Mi è capitato spesso di andare nell’appartamento sotto il mio, che quindi non ha l’esposizione del tetto, che non è coibentato, e la differenza di temperatura è di almeno 7/8 gradi d’estate, e poco meno d’inverno. Fate voi un calcolo.
    Nonostante ciò, tutti questi interventi li ho fatti a spese mie senza sgravi fiscali perché mi avevano detto che per riceverli dovevo passare a una classe C o D credo, ma i "professionisti certificatori" che ho interpellato mi hanno detto che è " difficile valutare quale sia l’impatto degli interventi di coibentazione sulla classe energetica" quindi non se la sentivano di assumersi una responsabilità…

    Beh, mi sono tenuto la classe H e pazienza, tanto ci vivo io in casa mia, però che schifo.
    In poche parole, succede che se si fa fare tutta la coibentazione a un’azienda che fa anche la certificazione, si hanno "le carte" senza problemi, altrimenti è un terno al lotto.

    Tanto di cappello ai professionisti che lavorano bene, ma il sistema di sgravi e certificazioni che stato messo in piedi rimane un papocchio orrendo e potrei dire anche peggio.

  2. Gloria Vanni

    Grazie per questi ulteriori suggerimenti operativi, Andrè: spero utili a chiunque voglia fare qualcosa per la propria casa, abitazione, appartamento… Utili anche per me che così riesco a immaginare il mio prossimo benessere. Non riesco a capire, però, perché non le abbiano fatto la certificazione dopo i lavori che lei ha eseguito.
    Io ho chiesto una diagnosi energetica e sulla base di questa dove, come scritto, è stato anche evidenziato il miglioramento di classe, ho scelto cosa fare, compatibilmente a economie e spazi. Scelta legata a un oggi ma anche a un domani, per cui spero che il mio nido abbia un giorno maggiore valore sul mercato. Detto ciò, se posso aiutarla, posso dirle che l’ingegnere Zamarian ha fatto precisi rilevamenti e calcoli. Quindi delle tracce esistono e non sono vincolate a miglioramenti obbligati, almeno oggi, anno 2013 con sgravi fino a dicembre…

  3. piero faes

    caro Andrè, mi sa che lei ha avuto molta sfortuna, chiunque dica è " difficile valutare quale sia l’impatto degli interventi di coibentazione sulla classe energetica" non può sicuramente essere un certificatore ma nemmeno un professionista serio, chiunque abbia un minimo di nozioni su questo argomento sa che l’efficienza dell’involucro (in parole povere coibentazione dei muri e dei serramenti) è la principale componente che influisce sulla classe energetica di un immobile.
    Come ha ben fatto l’ing. Zamarian, faccio io e tutti i certificatori seri, basta fare un calcolo ben preciso del bilancio energetico dell’edificio, che si basa anche sulla valutazione della coibentazione delle pareti (trasmittanza) e quello che ne esce è la classe energetica. Quindi se io ho all’inizio un tipo di parete poco coibentato e alla fine dei lavori l’ho coibentata posso calcolare esattamente la minor energia dispersa e da lì il salto di classe energetica (il tutto detto in parole povere). In più, anche le informazioni sugli sgravi sono completamente sballate, per gli interventi sulla coibentazione dell’involucro ci sono quelli slegati dalla classe energetica ma basati solo sulla trasmittanza (capacità di isolare di un elemento) minima prescritta per le pareti e per i serramenti e sono due limiti facilmente raggiungibili.

  4. Gloria Vanni

    Grazie ingegnere per questo suo commento che, oltre a indicare una precisa professionalità, rende evidente come in giro ci sia ancora molta "non conoscenza": affidarsi a esperti e professionisti, chiedendo anche più pareri come quando bisogna affrontare un intervento chirurgico, è una soluzione se non si ha un consulente di fiducia. Purtroppo, tanti, giocano proprio su questa "non conoscenza". Ben vengano suggerimenti e commenti, dunque. E colgo l’occasione per segnalare il bellissimo intervento "Architecture is a Language: Daniel Libeskind at TEDxDUBLIN" su YouTube.

  5. Paola

    Devo comprare un appartamento, se fosse di classe C cosa vuol dire?
    La ringrazio anticipatamente per la C.A., e spero di avere al più presto un suo
    gentile riscontro.

  6. Gloria Vanni

    Buongiorno Paola, la ringrazio per la fiducia nel pormi questa domanda ma… Non sono un ingegnere/architetto/immobiliarista: la mia risposta è data da conoscenza ed esperienza come persona e giornalista.

    Un acquisto di una casa di “classe C” è meglio di un G, F, E, D.

    Le classi energetiche sono sempre più un parametro di valore di un immobile: vanno da “A a G”. Una casa A – dovrebbero essere tutte quelle di recente costruzione e non lo sono! – consuma meno energia, è meno inquinante, consente una migliore qualità di vita a chi vi abita ed è un investimento di qualità.

    Perciò, Paola, una classe C è un’ottima scelta. Auguri!

  7. fabiana

    buongiorno, per necessità lavorative devo trasferirmi vicino ai miei genitori vendendo il mio attuale appartamento di 73 mq e nuovo (ha 8 anni) il classe energetica vantaggiosa.

    Ho individuato un appartamento più grande, di 90 mq che per la mia famiglia sarebbe ideale ma e’ in classe G con 175kw/ annui. Cosa vuol dire? Conviene acquistarlo? Quanto mi costerebbero più o meno i lavori per migliorare la classe? Posso trattare sul prezzo dell’appartamento facendo leva sulla classe poco vantaggiosa? grazie

  8. Gloria Vanni

    Buongiorno, Fabiana, un appartamento in classe G con 175kw/mq annui significa una casa in condizioni “medie”, cioè che consuma circa 150-200 kWh/mq l’anno.

    Il confronto va fatto con le costruzioni basate sul risparmio energetico: consentono consumi inferiori ai 30 kWh/mq, quindi sono evidenti il risparmio di costi di gestione annua e il diverso benessere.

    Non so a quale classe appartenga il suo attuale appartamento di 73 mq. E non sono neanche un tecnico, un ingegnere per indicarle cosa fare per migliorare la classe energetica.

    Posso darle al momento una risposta di… buon senso! La maggior parte degli immobili in Italia è classe energetica G quindi non credo che la classe poco vantaggiosa sia un motivo valido per trattare sul prezzo. Occorre comunque una visita e uno studio in modo da valutare i possibili interventi e relativi costi.

  9. Gloria Vanni

    Grazie, Andrea: compleanno speciale, questo, con la tua adozione di un post che risale al “lontano” 2013… ogni tanto qualcosa del passato ha un suo perché e comunque sono sempre le esperienze personali a portarti verso le soluzioni condivisibili e utili ad altri.

  10. Eugenio

    Devo passare da la classe G a F. Abito a Pordenone. C’è un ingegnere o ditta in zona che mi può fare un preventivo poi eventualmente i lavori con certificazione?

  11. Gloria Vanni

    Buongiorno, Eugenio, grazie per avermi scritto: significa che ha letto questo post e lo ha trovato interessante? L’ingegner Mauro Zamarian la contatterà via mail: io infatti abito a Milano e soprattutto non sono un ingegnere che si occupa di riqualificazione energetica ma una giornalista/blogger che condivide anche queste esperienze!

    Comunque, per qualsiasi cosa sono qui! Gloria

  12. Fabio

    gentilissima Gloria, anzitutto grazie mille per le sue preziose info circa la ristrutturazione di un appartamento.

    Sono in procinto anch’io di acquistarne uno qui a Milano precisamente ai confini con Bresso e dato che la mia scelta cadrà su un appartamento da ristrutturare mi sto già guardando in giro per trovare una ditta seria che certifichi i lavori di isolamento termoacustico e che faccia un preventivo certo e gratuito.

    Tuttavia dato che lei è rimasta molto soddisfatta dei lavori effettuati vorrei approfittare delle sue conoscenze 🙂 le auguro buona giornata!

  13. Gloria Vanni

    Buongiorno, Fabio!

    Grazie per avermi scritto e sono felice di esserle d’aiuto. Primo passo da fare, è contattare Mauro Zamarian, l’ingegnere che può fare la valutazione dello stato dell’arte del suo appartamento e poi suggerirle i lavori da fare, nonché l’unico professionista autorizzato a ottenere il nuovo certificato energetico del suo appartamento.

    I riferimenti di Mauro sono nel link, sopra, quart’ultima riga, Zest My Sustainable Ideas,
    http://www.myzest.eu/contatti/

    Mi faccia sapere! Poi, nel mio caso avevo il team di operai che conoscevo e ha affiancato Zamarian nella realizzazione delle sue direttive. Senta lui e mi faccia sapere: se necessario la metto poi in contatto anche con impresa e operai! Buona settimana 🙂

    PS. Può scrivere anche Mauro Zamarian direttamente a questa mail: zamarian.mauro@gmail.com, facendo riferimento a me e questo articolo!

  14. Fabio

    ah ecco, così è meglio perchè mi stavo chiedendo circa il link sopra e la quart’ultima riga ….. il link è quello che mi ha messo in risposta, vero? comunque scriverò direttamente a mauro. grazie.

  15. Mauro Zamarian

    Ringrazio innanzitutto Gloria per i post e il supporto, oltre che per trattare un tema così importante (soprattutto in questo momento storico) e allo stesso tempo delicato in modo così chiaro.

    Approfitto inoltre della richiesta di Fabio, sia per rispondere a lui che a tutti gli utenti intenzionati a ristrutturare e/o migliorare la propria abitazione.

    Gran parte del patrimonio immobiliare Italiano (ma non solo) è stato costruito con criteri non ottimali dal punto di vista energetico. Questo comporta sia alti costi di gestione legati alla climatizzazione invernale ed estiva – con pesanti ricadute sia per il nostro portafogli che per l’ambiente – che problematiche di comfort abitativo e problemi di salute per gli abitanti legati alla presenza di umidità e muffe.

    E’ di conseguenza consigliabile intervenire per migliorare la salubrità dell’ambiente interno e per diminuire le spese di gestione, ancor di più in un periodo storico come questo dove gli incentivi statali permettono di ritornare velocemente dell’investimento (possibile proroga oltre il 2016 del 65% di detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica) e il mercato immobiliare comincia a prediligere edifici energeticamente efficienti a discapito degli immobili in classe G.

    Effettuare una riqualificazione energetica/ristrutturazione necessità tuttavia di interventi mirati e sviluppati ad hoc al fine di ottenere il massimo risultato con il minor investimento evitando di effettuare spese che non portano ad alcun reale beneficio.

    Normalmente utilizzo una analogia: quando siamo malati andiamo da uno specialista per cercare di capire quali siano le cause del problema e per trovare la cura migliore, allo stesso modo una abitazione necessita di un “dottore” che, individuate le criticità, sia in grado di trovare le soluzioni più adeguate.

    Spesso, sia che si tratti di persone che di edifici, si tratta di un insieme di cause concatenate e risolvere il problema alla radice implica analizzare approfonditamente tutti gli elementi e le eventuali interazioni tra di loro, per evitare il ripresentarsi del problema o il sorgere di complicazioni.

    Veniamo quindi al nocciolo della questione: ho un vecchio immobile da ristrutturare, cosa devo fare dal punto di vista energetico, del comfort abitativo e della salubrità? Il mio consiglio e di effettuare come prima cosa un check up per verificare lo stato di fatto ed individuare gli interventi migliorativi realmente utili. Questa attività è definita analisi energetica e fornisce le linee guida per i successivi interventi indicando i vari scenari, i costi relativi, e i tempi di ritorno dell’investimento.

    In questo modo è possibile scegliere gli interventi con consapevolezza, con una idea chiara del perché dare priorità ad un intervento rispetto ad un altro e cosa ci si deve aspettare sia in termini economici che di benefici fisici.

    Nel caso di grosse ristrutturazioni tale documentazione è di supporto anche ad altri professionisti eventualmente coinvolti (architetti in primis) che potranno utilizzare le indicazioni fornite per apportare tutte le migliorie richieste in totale sicurezza.

  16. Gloria Vanni

    Grazie, Mauro, per queste tue dettagliate precisazioni che arricchiscono questo articolo e fanno capire quanto sia necessario passare all’azione per vivere meglio.

    Poi, perché non sfruttare opportunità come le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica ancora valide nel 2016?

  17. Fabio

    grazie mille per il puntuale intervento di mauro e a gloria per avere creato questo luogo di confronto per chi vorrebbe riqualificare dal punto di vista energetico la propria abitazione; non appena l’avrò acquistata chiederò un sopralluogo per valutare gli interventi possibili e i costi che dovrei sostenere.

  18. Gloria Vanni

    Buongiorno, Fabio! Grazie per l’apprezzamento e per qualsiasi altra necessità, qui sono!

    Il mio piacere è sentirmi un cavo che connette persone e necessità, contribuendo così al benessere comune di persone e della Terra. Qualche volta mi riesce! Buon 2 giugno.

  19. Ing. Davide Petrillo

    Complimenti per l’articolo! La certificazione energetica come strumento per valutare l’investimento migliore da effettuare e poter risparmiare sulla bolletta. Ottimi spunti, dovrebbero esserci piu’ articoli come questo per promuovere la cultura del risparmio energetico e la sostenibilità.

  20. Gloria Vanni

    Grazie, ingegnere!

    Passiamo la parola: la cultura del risparmio energetico e della sostenibilità hanno bisogno di essere condivise. Siamo ancora lontani da traguardi sociali utili ai singoli e alla Terra. Le grandi rivoluzioni nascono sempre dal basso, vero? Gloria

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