Fare blogging vuol dire (anche) umiltà

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Umiltà, guest Post di Riccardo Esposito

«Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall’alba al tramonto… ». È uno tra i tanti spunti che ogni giorno Riccardo ci offre tramite il suo blog e i social.

Ho avuto il piacere di conoscerlo a Milano. Riccardo è come si presenta online. Il capello corto, la basetta lunga e sottile, lo sguardo diretto e una insolita leggerezza nell’essere e nel porsi.

Quante persone conosciute via web si rivelano poi diverse nella realtà? No, lui è così, online e offline. Mi viene spontaneo chiedere il suo consiglio professionale e un Guest Post:

«Vuoi scrivere di umiltà declinata al #LessIsSexy?»

Il suo post arriva alla velocità del suono, a conferma di una professionalità con la maiuscola. Sì, è così. Aggiungi autentica, a regola d’arte, quello che vuoi. Scelgo questa foto perché ti immagino seduto/a su una panchina, per leggere e centellinare le parole che seguono. Buona lettura e grazie Riccardo!


Umiltà. Qual è il significato di questa parola?

Forse si confondono le idee quando si affronta un argomento così delicato: molte persone credono che l’umiltà sia sinonimo di debolezza, di fragilità. Qualcuno – sbagliando definitivamente – rilega l’umiltà alle fasce meno abbienti della società.

Il potente è tracotante, il potente è un rullo compressore che schiaccia tutto e tutti sotto il suo volere. Permettimi di modificare leggermente queste frasi: il prepotente è tracotante, il prepotente è un rullo compressore.

Il vero potente, quello che le muove masse e le idee, è umile.

Interessante, vero? Come può l’umiltà – un atteggiamento che contempla la rinuncia, la semplicità, il tirarsi indietro per non apparire sotto i riflettori – coincidere con il concetto di potere?

Il potere è visibilità, pubblicità; il potere è mettersi in mostra per fare in modo che tutti sappiano qual è il tuo merito.

Ma qual è il neo di questa dinamica? Qual è il difetto di questo meccanismo? Bastano poche parole per scovarlo: la pubblicità viene letta sempre come un artificio. Chi ascolta il tuo messaggio riesce a decifrare perfettamente il tuo desiderio di apparire, di importi. In alcuni casi, maggiore è la forza che impieghi per attirare l’attenzione e minore è il risultato.

Dobbiamo lavorare con umiltà, senza sbandierare conoscenze e competenze

Questo accade anche nel mondo del blogging. Imporre la propria presenza con forza, sfiorando lo spam sui social o nei commenti degli altri blog, porta alla disfatta. Porta all’insuccesso. Perché in questo settore è giusto presidiare circuiti social, forum, blog di concorrenti e colleghi, ma è altrettanto giusto lavorare con umiltà. Con naturalezza. Senza sbandierare conoscenze e competenze, ma semplicemente mostrando ciò che ami fare.

Questa è la chiave di volta (secondo me): non pubblicizzare ma mostrare, non strillare ma parlare, non essere sempre presenti ma lasciar parlare gli altri. Soprattutto chi ne sa più di te. L’umiltà online è importante anche per questo motivo: devi essere competente, altrimenti rischi di rovinare il tuo brand.

Quindi basta essere umili? No di certo: l’umiltà è solo una delle caratteristiche del buon blogger, ma forse è quella che viene messa da parte con maggior frequenza e facilità. Riscopriamola, mettiamoci in gioco nuovamente mostrando un po’ di umiltà. E lasciando che siano i lettori a scoprire il nostro lavoro.

Riccardo Esposito

About Riccardo Esposito

Ciao! Sono Riccardo Esposito e sono un webwriter freelance. Questo significa che scrivo dall'alba al tramonto: creo articoli per blog, testi per pagine web, landing page, headline e call to action.
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Riccardo EspositoFare blogging vuol dire (anche) umiltà

14 conversazioni a “Fare blogging vuol dire (anche) umiltà”

  1. stefania

    Buongiorno,
    bello leggere che in una società dell’apparire a tutti i costi dove si sa sempre e solo chiedere senza mai dare ci sono ancora molte voci "fuori dal coro" che sanno che i risultati si raggiungono con la determinazione, lo studio e l’umiltà di iniziare nel modo più semplice.
    Il post di Riccardo dimostra che se siamo "veri" nei nostri valori lo siamo sia online che offline

    1. Riccardo Esposito

      Ciao Stefania,

      Ti ringrazio per il tuo commento.

      La vera ricchezza, anche da un punto di vista aziendale si trova nelle connessioni umane, nel rapporto reale e dignitoso. L’umiltà la base per tutto questo. Si possono creare grandi cose anche con un semplice: "scusa, ho sbagliato".

      Tu non credi?

      1. stefania

        Ciao Riccardo,
        mi piaciuto il tuo post e non solo si possono fare grandi cose con un semplice " scusa, ho sbagliato" ma anche con "mi dai una mano" o "mi insegni come si fa" senza aver paura di mostrare le proprie incapacità o debolezze.
        un sorriso,

    2. Gloria Vanni

      Ciao Stefania, chiedo scusa per la "tempestività" (!) dei miei commenti e parto dal primo ricevuto!

      Che è un meraviglioso buongiorno: grazie! Riccardo parla di cose che non hanno tempo e non passano di moda.
      Ogni tanto l’umiltà ce la scordiamo. Ogni tanto la vita ce la ricorda mettendoci di fronte a prove, passaggi, esperienze impegnative.
      Credo che scegliere di ascoltare la voce dell’umiltà sia importante per continuare a misurarsi, con se stessi e gli altri, offline e online, ovunque nel mondo. Sei d’accordo?

      1. Stefania

        Ciao Gloria riesco a rispondere solo ora perché la tecnologia oggi non era dalla mia parte e così sono rimasta "forzatamente" offline 🙂
        Condivido il tuo pensiero e credo che il saper essere umili ci permetta di apprezzare quello che ci accade e che ci circonda facendoci migliorare ed essere persone migliori.
        un sorriso

        1. Gloria Vanni

          Capisco, capisco molto bene, Stefania! Questo CMS ha poi la brutta abitudine di non avvertire quando qualcuno ha lasciato un commento. È un altro motivo per cui a marzo passo a WordPress e allora la sostenibilità ha meno limiti. Contraccambio il sorriso e così diventano due. Qualcuno ne vuole aggiungere un altro e passiamo a tre?

  2. Francesca Borghi

    Ciao Gloria e ciao Riccardo,
    sono corsa a leggere il post così come corro ogni mattina su My Social Web perché so che troverò qualità, competenza e umiltà!
    Gi perché l’umiltà è uno dei motivi che mi ha fatto legare al blog di Riccardo.
    Lo si legge nei commenti, nelle parole che scrive, non pontifica e si confronta.
    Il confronto sta alla base della crescita e saper riconoscere con umiltà le critiche o i dialoghi costruttivi ti faranno crescere sia a livello umano che professionale.

    1. Gloria Vanni

      ciao Francesca, stessa corsa mattutina, cui aggiungo quella sul blog di Cinzia! Come te. E come te seguo Riccardo perché la sua umiltà (non solo questa) è ciò che più mi ha colpita di lui, seguendolo online, e conoscendolo offline, a dicembre. Non pontifica. Suggerisce. Butta là. Domanda. Si confronta. C’è qualcosa di meglio nella vita?

  3. Matteo Piselli

    Il miglior segnale della presenza di umiltà lo si avverte in presenza di persone disposte ad ascoltare, disposte a leggere un articolo senza saltare le righe, ma cercando di cogliere l’importanza della vera collaborazione.
    Riccardo ti conosco solo online, per ora, ma confermo la sensazione descritta da Gloria, che ho invece avuto il piacere di conoscere sabato e che ringrazio moltissimo per aver avuto l’umiltà di ascoltarmi!

    1. Gloria Vanni

      Amo creare connessioni e mi auguro che presto abbiate modo di conoscervi, Riccardo e Matteo, perché sono tante le cose che avete in comune.
      Grazie Matteo per avere arricchito questo post con la tua presenza e le tue parole. L’umiltà di ascoltare persone come te e Riccardo diventa un piacere quando si è assetati di conoscenza come me. Certamente non si può essere studenti perpetui ed è con questo spirito che mi accingo a proseguire. So di essere fortunata, come ho scritto su Google+ oggi. Ho ricevuto dei doni da persone speciali. Doni da condividere! Domani forse spiego perché devo rinunciare al cappellino rosso: che ne dici, Matteo?

      1. Matteo Piselli

        Dico che non devi assolutamente rinunciare al tuo cappellino, devi solo utilizzarlo in modo diverso, non mi pare ti manchi la creatività.

        1. Gloria Vanni

          Ok, Matteo! Come cover del profilo Google+ va bene? Primi effetti di #startconplus documentati dal post in pubblicazione ore 9 #StayTune!

  4. Pingback: Nel personal branding...mettici CUORE! - Web Road

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