Giulio Ceppi e Design for All: la diversità come risorsa

Gloria VanniEccellenze Made in Italy6 Conversazioni

Giulio Ceppi e Design for All: la diversità come risorsa

Lo conosco da tre anni ed è sempre un piacere incontrarlo perché Giulio Ceppi è un architetto innovativo e insolito.

Innovativo per il suo approccio progettuale che considera la diversità come risorsa, spunto per creare ambienti e servizi per tutti. Insolito perché è un uomo che, con semplicità e leggerezza, riesce a fare dialogare 9 star dell’architettura contemporanea.

Impresa titanica tra “prime donne”? Impresa possibile per Giulio Ceppi e Design for All perché la visione, o missione, è mescolare e includere idee, passioni, mondi differenti e senza barriere, agevolando le diversità motorie e cognitive. Quello che sembrava fantascienza 20 anni fa, è realtà oggi. Stiamo finalmente andando oltre “normalità” e regole.

Giulio Ceppi. Design for All. Villoresi Est è il primo edificio in Italia ad avere ricevuto il marchio DfA

Giulio Ceppi e Design for All: la diversità come risorsa per creare ambienti e servizi per tutti

Ho raccontato la sua sensorialità sostenibile in questo post. Di Villoresi Est, primo edificio certificato in Italia con il Marchio di Qualità Design for All ho scritto in questo articolo.

Cos’è il design for all? È una disciplina giovane, nata una ventina d’anni fa. È il diritto umano di tutti all’inclusione sociale e all’uguaglianza. È progettazione universale che tiene conto (anche) di persone con esigenze e abilità diverse, come spiega Giulio Ceppi:

«La diversità umana è uno stimolo per progettare soluzioni a misura di tutti. A Villoresi Est abbiamo fatto i parcheggi per le donne incinte, i bagni per i bambini, i menù per celiaci. A livello estremo ci sono la persona cieca e quella in carrozzina. Io voglio cancellare qualsiasi barriera».

La diversità come risorsa. Einstein e Leonardo erano dislessici: le diversità possono provocare esempi di genialità.

giulio ceppi + design for all = archidiversity
Giulio Ceppi e Design for All per Archidiversity

Dall’incontro con Rodrigo Rodriquez – imprenditore con un curriculum professionale da paura ! -, e Luigi Bandini Buti – il padre dell’ergonomia e del design for allprogettazione universale in Italia -, nasce Archidiversity, progetto per condividere questa idea: la diversità umana è uno stimolo, non un limite, nel progettare ambienti, servizi, prodotti utili a migliorare la qualità della vita comune.

Giulio Ceppi e Design for All parlano la stessa lingua. Una lingua che è tempo di diffondere. Consapevole che l’unione fa la forza, Giulio decide di coinvolgere 9 architetti. Professionisti che condividono una certa sensibilità nel concepire “ambienti, sistemi, prodotti e servizi fruibili in modo autonomo da parte di persone con esigenze e abilità diverse“.

Quando anche le archistar hanno la sensibilità di coinvolgere le diversità in progetti accessibili a tutti

Giulio Ceppi Design for All: 9 architetti per Archidiversity

Archidiversity raccoglie i progetti di Stefano Boeri Architetti; Antonio Citterio Patricia Viel Interiors; Giulio Ceppi (Total Tool); Michele De Lucchi (aMdl); Obr Paolo Brescia e Tommaso Principi; Park Associati; Progetto Cmr – Massimo Roj Architects; Luca Scacchetti e lo studio Mtlc – Matteo Thun e Luca Colombo.

Giulio Ceppi e Design For All: 9 architetti per Archidiversity

Nove progetti diversi, in Italia e nel mondo. Alcuni sono working in progress, altri sono terminati, altri ancora sono esempi di design partecipato come la progettazione delle posate per chi ha un braccio ingessato, un tremolio, una benda su un occhio. Per chi è portatore di disabilità temporanee o permanenti. Poco importa, le diversità possono capitare a tutti e arrivano quando meno te l’aspetti!

Nove progetti raccolti in un sito e presentati alla Triennale ExpogateExpo (via Beltrami, Largo Cairoli), dal 1° al 28 giugno 2016. Un evento della XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano. Una mostra da non perdere perché il “a misura di tutti” è una tendenza destinata a diffondersi.

Perché siamo diversi, instabili e fragili più di quanto ci immaginiamo. Cambiamo velocemente e vivere in un mondo che sappia accogliere differenze e cambiamenti è meglio. Io penso che benessere e sostenibilità per tutti siano avventure emozionanti. Sei d’accordo? Ti è capitato di scontrarti con la diversità? Condividi la tua esperienza qui sotto e buona vita a te e a chi ti vuole bene!

PS. Cliccando sul pulsante sotto, oltre a dirmi che l’articolo ti è piaciuto, puoi donarmi del tempo – facciamo 5 minuti? – che posso usare per retribuire i talenti di chi ci aiuta: abbiamo bisogno di traduzioni. Grazie! 

About Gloria Vanni

Ciao, sono Gloria, giornalista, blogger, digital copywriter, divulgatrice digitale. Amo creare connessioni tra persone e cose. Scrivo articoli per blog, pagine e media online. Andare controcorrente è nel mio Dna. Lo so da quando scappavo dall'asilo in cerca di idee e passioni. Sogno, sorrido, condivido.
Post precedente
Post successivo

Google+ Conversazioni

Gloria VanniGiulio Ceppi e Design for All: la diversità come risorsa

6 conversazioni a “Giulio Ceppi e Design for All: la diversità come risorsa”

  1. Antonio

    Meno male, cara Gloria, che qualche volta anche in Italia i miracoli avvengono e c’è qualcuno come te che si prende la briga di raccontarli e condividerli!
    Non è mai troppo tardi, diceva un maestro in tv: finalmente la diversità è più importante della normalità, almeno per nove progettisti in Italia. Fanno scuola e gli altri andranno dietro: grazie!

    1. Gloria Vanni

      Sai, Antonio, le rivoluzioni di solito iniziano dal basso e io credo che, al di là della lungimiranza di Giulio Ceppi, Rodrigo Rodriquez, Luigi Bandini Buti, l’energia di chi è diverso abbia smosso le acque fino a ieri calme e soprattutto note.

      Energia che ha contagiato nomi famosi dell’architettura italiana i quali hanno fatto propria questa visione, trasformando il proprio modo di progettare. Sì, hai ragione, fanno scuola, la breccia è aperta!

  2. Andrea

    «La perfezione si ottiene non quando non c’è nient’altro da aggiungere, bensì quando non c’è più nulla da togliere», Antoine de Saint-Exupéry.

    Complimenti a Giulio Ceppi, Rodrigo Rodriquez, Luigi Bandini Buti e agli altri architetti che hanno scelto di togliere barriere fisiche e cognitive per includere ogni possibile diversità.

    1. Gloria Vanni

      Rispondo io per loro, Andrea, più pratichi di progetti e progettazione globale che di parole e conversazioni. Grazie per la bellissima citazione di Saint-Exupéry che amo tantissimo. Grazie per avere lasciato il tuo pensiero, un incoraggiamento tangibile a proseguire sulla strada dell’inclusione e della diversità come risorsa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *