L’onnipotenza della mucca by Grazia Gironella

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Un viaggio alla ricerca di noi stessi attraverso la scrittura è il sottotitolo di La via delle parole, ultimo libro di Grazia Gironella. In questo suo guest post non ci racconta della sua creatura di carta e di tecniche di scrittura ma dell’onnipotenza della mucca.

Grazia ha una leggerezza speciale. La via delle parole abita accanto al mio letto. Ogni tanto lo apro, vado avanti, torno indietro, mi fermo e sorrido. Grazie, Giro! Sono felice di sentirti respirare, da oggi, anche su #LessIsSexy!

A proposito di onnipotenza della mucca

«Ho la fantasia di una mucca». La mucca compare spesso nelle affermazioni che faccio su me stessa, in modo poco lusinghiero per me e per lei, chissà perché. Chiedo scusa a questo simpatico animale, sicuramente dotato di una vita interiore molto più ricca di quanto io possa immaginare!

Quello della scarsa fantasia è un marchio che mi sono ritrovata verso i 14 anni. Mi ero accorta già da sola che, messa di fronte a un foglio da disegno bianco con un compito assegnato, la mia tendenza era quella di scriverci parole o fare cornici e ghirigori di vario genere, piuttosto che abbordare un soggetto serio.

Quando tentavo il disegno, i risultati erano mediocri, se non scarsi.

Finito l’esame di terza media, il professore di disegno disse a mia madre che avrei potuto seguire qualsiasi corso di studi, ma non avevo il carattere giusto per il liceo artistico. Io tradussi per me stessa: non ho fantasia.
Non mi domandai se questa deduzione fosse in contrasto con l’avere provato a scrivere un romanzo quando avevo nove anni, e nemmeno mi parve strano amare tanto i colori e la decorazione.

Le mie insicurezze si saldarono semplicemente alle parole dell’insegnante – certo animato dalle migliori intenzioni – per diventare uno dei presupposti su cui basare la mia vita: l’arte era fuori dalla mia portata.

Dovevo esserne convinta davvero, se sotto sotto continuo a crederlo anche ora, dopo anni di storie scritte, premiate e apprezzate dai lettori.

Non il Successo con la maiuscola, questo no, ma pur sempre il genere di risultati che fa domandare a qualcuno, con espressione un po’ ammirata e un po’ perplessa, «ma dove le trovi tutte queste idee?».

Come se io appartenessi a una razza aliena – quella degli artisti –, la stessa razza, in effetti, da cui credevo di essere stata esiliata a 14 anni.

Fantasia e onnipotenza della mucca senza io!

Di fronte a questa curiosa evoluzione della mia vita, non posso non trarre qualche conclusione, cercando il lato debole della mia frase iniziale: «ho la fantasia di una mucca». Che esordisce male già a partire dal soggetto sottinteso: io.

Troppo spesso la parola “io” porta con sé il concetto di chiusura, di esclusione, o quantomeno di puntualizzazione di un divario esistente.

Io sono così, mentre tu sei cosà.

Io amo questo e detesto quest’altro.

Io ho delle esigenze che sono più importanti delle tue.

Ci sono io, insomma, e dall’altra parte c’è il resto del mondo. Neri o gialli, poveri o ricchi, giovani o vecchi, vegetariani o carnivori, lettori di fantasy o fanatici dei classici, amanti del mare o della montagna, dei cani o dei gatti. Per scarsa che sia la fantasia in circolazione, pare sia più che sufficiente a inventare confini!

Per recare danno a noi stessi non serve cercare avversari; basta dire “io sono” con la convinzione di parlare di qualcosa di fisso e non in divenire. Nel momento in cui lo facciamo, stiamo chiudendo a noi stessi una porta, sbarrando una strada.

Come per incanto l’ “io sono” scivola verso l’“io non posso essere”.

Crederci l’elemento fisso all’interno di un quadro in costante cambiamento è rassicurante e ci semplifica la vita, ma sabota la nostra crescita e non corrisponde alla realtà.

Onnipotenza della mucca e follia della creatività

Folle, vero? No: folle e vero insieme. È la “follia” della creatività.

Esiste in tutti noi, la creatività, espressa o nascosta, coltivata o selvatica. Abbiamo tutti un cervello diviso, no, preferisco dire composto da due parti che lavorano in sinergia: l’emisfero sinistro, deputato alle funzioni più razionali, e quello destro, responsabile della creatività. Sono due parti essenziali di noi.

Non possiamo rinunciare a una di queste parti senza pagare un prezzo altissimo in termini di insoddisfazione, di energie disperse o mai trovate, di tristezza.

Perché la creatività non è proprio come la immaginiamo – non soltanto.

Possiamo danzare, dipingere o suonare uno strumento, certo, ma non è tutto qui. La prima forma di creatività, la più fondamentale, è quella che ci consente di vivere in modo creativo la nostra vita, cogliendo le innumerevoli scelte di cui è costellata come reali opportunità di crescita e di cambiamento.

Come tappe dell’unico cammino, in effetti, che può portarci a fiorire.

A che punto mi trovo di questo percorso, visto che ho iniziato parlando di me? Non saprei dirlo. In questa dimensione il tempo percepito sembra ridursi al “prima” e al “dopo”.

Una sola cosa so per certo: tutto è iniziato con la passione per le parole scritte, quelle che raccontano storie. Le leggo, le scrivo. Mi fanno stare bene e mi aprono altre porte, che faccio del mio meglio per non chiudere nell’indifferenza.

Sono molto curiosa di scoprire dove arriveremo, io e la mia amica mucca.

P.S. Hai per caso anche tu un’amica mucca? Potremmo combinare un incontro qui sotto…

About Grazia Gironella

Sono una mamma-moglie-scrittrice-blogger innamorata della natura. Seguo il mio "filo" personale, che mi guida tra le storie degli esseri umani e le sorprese dello spirito, e intanto scrivo. Scrivo sempre.
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Grazia GironellaL’onnipotenza della mucca by Grazia Gironella

53 conversazioni a “L’onnipotenza della mucca by Grazia Gironella”

  1. Andrea T.

    Che bella storia, Grazia: con la tua mucca stai percorrendo una bella strada! Grazie Gloria per avermi fatto conoscere una persona così speciale!

  2. Stella

    Ciao, Grazia, posso dire che sono molto, molto d’accordo con te? Siamo bravissimi a costruirci confini e limiti che ci privano di energie e molto altro ancora! Siamo meno bravi a superarli per conoscere, tendere una mano e regalare un momento di conforto.

    E, andando sul pratico, anche tu come tanti tuoi colleghi hai una ferrea organizzazione quotidiana per scrivere e vivere, fare la moglie e la mamma?

    1. Grazia Gironella

      Sì e no, Stella. Non lavoro, per scelta e per circostanze, perciò nel calderone quotidiano ci sta tutto, almeno in teoria: marito, figlio, cane, scrittura, lettura, blogging… in realtà i conti spesso non tornano! Ho l’impressione che il tempo sia un po’ come quelle borse della spesa old style fatte a rete, che restavano aderenti al contenuto qualunque fosse il suo volume: anche senza lavoro le giornate sono piene lo stesso. Mistero… 😉

          1. Gloria Vanni

            Sono in spasmodica attesa di… una bacchetta magica: è in arrivo il grande freddo dopo il 5 marzo, vediamo di attrezzarci a diventare fate e maghi prima?

  3. Pietro Nosedo

    Gloria, grazie per avermi fatto incontrare Grazia, di cui sono già andato a prendere La via delle parole 🙂 Ah, non ho un’amica mucca ma ho un amico cane…

    1. Grazia Gironella

      Piacere di conoscerti, Pietro! L’amico cane va benone, ed è anche meno ingombrante… sono sicura che andrebbe d’accordissimo con Miele e con la mia Maya. Grazie per l’attenzione al mio libro. 🙂

    2. Gloria Vanni

      Grande, grandissimo Pietro!

      Il libro è bellissimo, mi sono trattenuta dal scrivere il quarto passaggio perché poi il post sarebbe stato lungo, forse 😉 Io amo i libri dove la psicologia fa capolino qua e là e sono fortunata perché ho incontrato Grazia e lei lavora così, con la scrittura!

  4. Alberto

    “Vivere in modo creativo la nostra vita, cogliendo le innumerevoli scelte di cui è costellata come reali opportunità di crescita e di cambiamento. Come tappe dell’unico cammino, in effetti, che può portarci a fiorire.”

    Grazie G&G, grazie dal profondo dell’anima, questa frase è il tassello che mi mancava! Per cosa? Curiose, ancora un po’ di pazienza e lo saprete 😉

    1. Gloria Vanni

      La mia curiosità me la tengo stretta in attesa delle tue rivelazioni: grande, Alberto! Già detto a Pietro, lo so, ma siete due uomini importanti su #LessIsSexy e non credo solo qui!

  5. Silvia

    La mia mucca è una capra: “sono una capra a fare questo, quello e quest’altro”. Ma è onnipotente quanto la mucca di Grazia 🙂
    Troppe volte ci poniamo limiti che spesso vengono spazzati via da noi stessi! Ancora una volta grazie a Gloria di avermi preso per mano e accompagnato davanti alla porta di #LessIsSexy (e di tanti altri), dove pian piano capisco che ogni cosa è possibile. Basta volerla.

    1. Grazia Gironella

      Davvero! Per molto tempo ho pensato che fosse solo una questione di pessimismo e ottimismo: se sei pessimista, non attivi tutte le energie per raggiungere i tuoi obiettivi; se sei ottimista lo fai. Adesso credo che ci sia qualcosa di più in gioco, una capacità di creare la realtà che va oltre ciò che riusciamo a percepire.

    2. Gloria Vanni

      Buongiorno Silvia e anche io vorrei dirti grazie ma se continuiamo a dircelo sono certa che qualcuno dice che siamo mielosi e noiosi su #LessIsSexy. Quindi non te lo dico ma lo sussurro in modo che solo tu lo senta… è possibile, volere è potere 🙂

      P.S. Vorrei incontrarti!

  6. Lisa Agosti

    Bellissimo questo post! Divertente, originale, e con un’ottica completamente nuova rispetto al tema della scrittura e anche rispetto all’immagine mentale che mi ero fatta di Grazia Gironella, decisamente una delle mie autrici italiane preferite.

    Non ho amiche mucche, ahimé, conosco tante vacche, ma non credo che sia la stessa cosa… il mio carattere non ha nulla in comune col simpatico animale tranne la tendenza a ruminare inutili turbe emotive.

    Grazie Gloria per questa bella intervista, e conto di leggere La via delle Parole non appena possibile!

    1. Grazia Gironella

      Grazie di essere migrata qui! 🙂 Forse non hai mucche, ma ho visto nelle tue foto dei meravigliosi esseri a quattro zampe. Procioni? Cervi? (Per chi non la conoscesse, Lisa vive in Canada, perciò il suo giardino riceve visite per noi un po’ curiose.) Poi mi racconti in che modo è cambiata la tua idea di me?

      1. Lisa Agosti

        Un giorno ho visto un gattone bianco aggirarsi nel vicinato e ho comprato il Whiskas per attirarlo verso casa; è iniziata una sfilata di natura selvaggia che è culminata nel coyote e che ho interrotto prima che si arrivasse all’orso… 😉

        Per risponderti mi metto gli occhialetti da psicoanalista hipster: più ti leggo in diversi contesti più scopro sfumature del tuo carattere che a prima vista non aveva notato.
        Già con il discorso sul cibo vegetariano era uscita la vena combattiva, più sicura di sé di quanto credessi, sempre tenuta a cuccia dal Super Io che impone di essere umili e rispettose.
        In questo post ho fatto conoscenza con la Grazia bambina, quella che il Super Io tiene ben nascosta perché “non si addice” alle donne adulte e mature di far vedere che ci si diverte con niente. Gloria invece, che non conosco affatto ma che mi basta la foto del profilo per vedere che è in contatto con il suo Es (la sua bambina interiore), ha saputo estrapolare proprio quelle caratteristiche giocose e ribelli del tuo carattere, incitate dai ricordi d’infanzia e dai parallelismi col mondo animale.

        1. Grazia Gironella

          C’è sempre un divario tra come si percepisce se stessi e come si viene percepiti, perciò è molto interessante farsi raccontare qualcosa di sé. Se a raccontare sei tu, l’interesse è doppio! Mi riconosco. 😉
          (Grazie anche per avermi fatto cercare cosa significa hipster.)

    2. Gloria Vanni

      Benvenuta, Lisa, su #LessIsSexy e che meraviglia questo legame Italia-Canada!

      Oggi è un’altra di quelle demenziali giornate che si snocciolano tra corsi giornalisti e #SMWMilan e non so che altro ancora presto vengo a curiosare in Canada… e grazie a te per essere passata e avere avuto piacere di lasciare tue tracce. A ri-presto 🙂

      1. Lisa Agosti

        Grazie a te, Gloria. Non so esattamente di cosa ti occupi ma prometto che farò un giro esplorativo del tuo blog per conoscerti meglio. Se passi da queste parti fammi sapere! 🙂

  7. Santa

    Mi piace il concetto di creatività come cambiamento, questa storia lo è. Ogni tappa un cambiamento, ogni cambiamento creazione. Oggi ne parlo con l’orso :)))) Bel post e che incontri! Grazie a G&G

      1. Lisa Agosti

        Bah, io non ho nessuna intenzione di parlargli, mi va bene che stia a distanza a ruminare i cespugli di more… non so, sei vuoi provarci tu… magari ti abbraccia pure!

  8. Ilaria

    Un sentito grazie per questo post, che dopo una giornata passata a piangere per colpa di un lavoro poco gratificante, questa mattina mi ha riportato il sorriso.

    Mi colloco tra le persone che si pongono troppi limiti dove dovrebbero lasciare campo aperto e che non mettono i paletti necessari dove servirebbero.
    Per questo dico sempre si agli altri e mai a me stessa.. è ora di cambiare e di abbattere questi confini che non mi permettono di vivere serena!

    Intanto corro a comprare il tuo libro Grazia, non vedo l’ora di leggerlo! 🙂

    1. Grazia Gironella

      Leggendo il tuo commento, sono io che sorrido e ti ringrazio, Ilaria. Non c’è niente di più bello che sapere di avere fatto sentire una persona più leggera! Grazie anche per l’attenzione al mio libro. 🙂

  9. Tenar

    Già solo il paragone con la mucca denota la tua fantasia, Grazia, non certo la mancanza di essa.
    Io da prof sono stata colpita dal particolare del professore che, sconsigliandoti il liceo artistico ti ha convinto di non aver fantasia. O poveri noi prof! Quanti danni facciamo involontariamente. A volte mi chiedo quanto peso possano avere le mie parole su gli animi più sensibili (ne avrò ben qualcuno in classe, magari ben mimetizzato…). Spero davvero di non convincere mai nessuno di non avere talento artistico.
    E mi rendo conto di essere stata fortunatissima, a suo tempo. Pur dislessica in un un’epoca in cui la dislessia non era conosciuta e riconosciuta, il mio prof delle medie disse “certo che può fare il classico, a un certo punto di professori si rassegneranno a non valutarne l’ortografia…” Certo, mio padre è ancora convinto che se mi fossi rassegnata a fare bel istituto tecnico ora avrei un lavoro più sicuro e meglio retribuito…

    1. Grazia Gironella

      Eh sì, Antonella, mi sa che ti sei scelta un mestiere delicato, ma per come ti conosco devi essere un’ottima insegnante. E poi non credo nelle persone a compartimenti stagni, perciò sono sicura che la sensibilità della scrittrice ti aiuta a non “tritare” i tuoi alunni (che in cambio triteranno te, forse… ma sotto c’è del tenero, io lo so, visto che ho la materia prima in famiglia!) 🙂

  10. Marina

    Curioso: proprio stamattina ho raccontato di come la mia maestra delle elementari abbia influenzato, in qualche modo, la mia vis narrativa, la volta in cui spiegò alla classe come strutturare un tema libero!
    La fantasia può andare in mille direzioni: io non saprei nemmeno disegnarla una mucca, per esempio, ma potrei descrivertene una alla perfezione solo con le parole!
    Ciò che ho letto mi ha convinto a comprare anche questo tuo libro (già il romanzo è nel mio i-pad!)

    1. Grazia Gironella

      Grazie, Marina! 🙂 E’ vero, la fantasia prende strade non sempre prevedibili. La mia mucca però mi abbandonerà se la disegno… Va bene oggetti, paesaggi e piante, ma la maggior parte degli animali e gli esseri umani sono fuori dalla mia portata. In cambio, quando mio figlio era piccolo, gli plasmai con il Das un topo e un ippopotamo che parevano veri. Secondo me il motivo è che non chiedevo niente di speciale a me stessa, stavo solo giocando. Quando si perde la dimensione del gioco l’emisfero creativo si eclissa. (Su questo Moz sarebbe molto d’accordo.)

    2. Gloria Vanni

      Ti piacerà, ne sono sicura, Marina e benvenuta su #LessIsSexy: se non sbaglio, è la prima volta? Mi auguro che tu abbia piacere di ritornare e di lasciare altre tracce di te.

      Anche la mia maestra delle elementari, la signorina Bocca, ha lasciato profondi segni in me, forse più psicologici che narrativi… 😉

      1. Marina

        Grazie per il benvenuto, Gloria. Non è la prima volta che passo da queste parti, ma nelle precedenti l’ho fatto in punta di piedi! In futuro… farò sentire la mia presenza! 😉

  11. Cristina

    Terrei una mucca come animale da compagnia, tanto per dirti quanto mi piacciano! Nelle mie estati trentine infantili, avevo accompagnato al pascolo un vitellino al guinzaglio, ed era stato un vero e proprio match perché lui voleva giocare e io invece avevo il compito di accompagnarlo in alta montagna. 🙂

    Quindi evviva le mucche e abbasso ogni forma di recinzione, steccato e muro che separi ogni mucca delle sue simili. E abbasso l’insegnante che ti mortifica… a proposito, io avevo un’insegnante delle medie cui ero antipatica e che continuava a dirmi che disegnavo bene, ma… ma… purtroppo avevo un tratto infantile da cui non riuscivo a liberarmi. Beh, avevo solo undici anni, che cosa pretendeva? Che fossi una bambina-indaco?

    1. Grazia Gironella

      Apperò, aveva aspettative altine! Forse perché promettevi bene fin da allora in campo artistico. 🙂
      Sentirti nominare il vitellino mi ha fatto venire in mente un episodio con mio figlio. Aveva circa cinque anni, ed eravamo in visita a una fattoria vicino a casa; io chiacchieravo con il contadino, mentre Enrico era poco dietro di me, che si guardava intorno… o almeno così credevo. A un certo punto mi volto e lo vedo che fa sciò-sciò con la mano vicino all’orecchio, come se dovesse scacciare una mosca molesta. Solo che la “mosca” era la linguona di un vitello che, in piedi dietro di lui, se lo leccava ben bene. Enrico aveva i capelli come se gli avessero dato una cazzuolata di gel. Spettacolo! 😀

  12. Gloria Vanni

    ciao, Cristina, e welcome to #LessIsSexy! Che belle le tue estati trentine e come sono d’accordo con i tuoi “abbasso”: troppi insegnanti in circolazione continuano a tarpare le ali invece di aiutare i bimbi a dispiegarle e irrobustirle.

    Risultato? Paure e insicurezze in aumento, da manifestare e condividere non più solo nella realtà ma anche nell’online, sui social. Bel caos, vero?

  13. Renato Mite

    Anch’io credo che siamo sempre in divenire e il successo non è altro che un’esperienza soggettiva, come tutti gli eventi che ci coinvolgono. Puoi sentirti uno scrittore di successo anche se non hai la fama dei best-sellers, ma semplicemente perché hai dato vita alla tua creatività e i tuoi lettori ti ringraziano semplicemente per questo.

    1. Grazia Gironella

      Che piacere ritrovarti qui! Hai proprio ragione. Considero queste tue parole uno spunto su cui riflettere in questo periodo di rivalutazione dei motivi che mi spingono a scrivere.

  14. Gloria Vanni

    Mi unisco al piacere di Grazia, Renato, e benvenuto tra noi! E confermo: le tue parole sono anche per me un prezioso spunto di riflessione: chi ti legge ti ringrazia, magari anche in silenzio, per avere dato voce alla tua creatività.

    Fare senza preoccuparsi del perché e del dopo. Ecco! Grazie.

  15. Gloria Vanni

    Grazie, Renato! quante cose meravigliose scrivi! E faccio una domanda a due autori: quali piattaforme mi consigliate per caricare ebook gratuiti? So che voi siete autori che vendono e spero che la mia domanda non sia inopportuna ma da esperi del campo… grazie e buona settimana a entrambi!

    1. Grazia Gironella

      Non posso esserti di aiuto, Gloria. Non solo non ho esperienza in merito, ma mi sono anche disinteressata dell’argomento quando veniva trattato da blog amici. Una forma di pensiero magico, per cui spero che sarà il Principe Azzurro a venire a chiedere i miei manoscritti? 😉

  16. Renato Mite

    Io ho caricato i miei ebook gratuiti direttamente sul mio sito perché le piattaforme più conosciute (Amazon, GooglePlay, Kobo) non ti permettono di impostare un prezzo zero a meno che tu non sia un editore. Al momento sto valutando http://www.wattpad.com per questi racconti gratuiti e forse può fare anche al caso tuo, dagli un’occhiata.

    Ciao e buona settimana,
    Renato

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