Zygmunt Bauman. Guru? No, sono liquido

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Zygmunt Bauman

Zygmunt Bauman, ideatore di “modernità liquida” e #nowism

Più buonsenso e autocritica: è l’invito di Zygmunt Bauman, filosofo e sociologo polacco, inventore di modernità liquida e #nowism.

A una settimana dalla sua lecture, ecco i miei appunti su Zygmunt Bauman al Teatro Dal Verme, invitato da Maria Grazia Mattei, alias Meet The Media Guru.

Alle 19.45, la coda delle persone iscritte inizia da corso Magenta/via Meravigli e arriva al numero 2 di via San Giovanni sul Muro. In coda un melting pot di gente, di tutte le età. Questa è l’unica impressione che raccolgo prima di entrare e sedermi in terza fila.

In coda per Zygmunt Bauman, inventore di modernità liquida e #nowism

Bauman arriva poco prima delle 21, scortato dalla moglie. Si siede in prima fila e, con grande disponibilità, firma autografi e si fa fotografare. A lui si deve l’idea di “modernità liquida”, una delle più illuminate intuizioni sociali del nostro tempo. Il suo esordio è più o meno questo:

«Io non sono un guru, posso condividere qualche pensiero, parlo di possibilità e di scelte. E so che siamo pronti ad ascoltare qualcos’altro non appena divento noioso».

Saggezza? Esperienza? Qualunque sia la risposta, Zigmunt Bauman è affascinante nel suo essere semplice e ironico. Polemico? Non a Milano. Per lui

La novità di oggi è il nostro quotidiano, fatto di vita online e vita offline. Passiamo circa 7,5 ore di fronte a uno schermo. Se ne abbiamo più di uno, vedi smartphone, le ore diventano 9.

A 4 anni i bambini ora entrano nell’online sfiorando lo schermo con un dito.

Zygmunt Bauman: la nostra paura di essere rifiutati è ancestrale

Abbiamo sempre gli stessi desideri? Di fatto, abbiamo perso tante abilità manuali del mondo reale e ne abbiamo acquistate altre da quello virtuale.

«Possiamo chiamare questo percorso dell’umanità “progresso”. L’automazione ci ha aiutato a liberarci dai lavori pesanti. Diventiamo sempre più automatizzati, la nostra memoria è oggi un server».

Inevitabilmente, perdiamo e guadagniamo qualcosa. Qual è l’obiettivo di questo passo in avanti? Quanto fragili siamo? Bauman precisa:

«Abbiamo sempre paura di essere rifiutati e abbandonati. È la nostra grande paura ancestrale. E, nel nostro essere fragili e liquidi, sembra che siamo sempre clienti. Stiamo trapiantando il consumismo nelle relazioni umane, nello stare insieme».

Facebook cosa dice? Non ti preoccupare: hai 500 amici in un giorno! Mi piace, mi piace, mi piace, mi piace…

«I social stanno lavorando per renderci la vita più ricca di amici… E ci permettono pure di rompere più facilmente con le persone: le elimino! È più facile che nella vita reale».

«Eliminata la fisicità, perdiamo la nostra abilità/capacità di tornare a vivere come esseri umani, di stabilire dei rapporti umani. Creiamo una nuova tipologia di vita e anche di infelicità. Siamo impazienti, vogliamo accesso rapido al sapere e intanto diminuisce la nostra capacità di memorizzare».

Zygmunt Bauman: valorizziamo la diversità e impariamo a cooperare

Siamo tutti produttori e consumatori. Sembra quasi che pensiamo in remoto.

Temiamo delusioni e differenze. Creiamo comunità omologate, non vogliamo il diverso.

Dal web abbiamo tutte le informazioni sul resto del mondo. Consideriamo pericolosi gli estranei: non conosco quella persona e quindi mi crea disagio. Bauman aggiunge:

«Dobbiamo riconquistare la pazienza. Le cose grandiose richiedono grandiosa pazienza. La nostra cultura è fatta di tante e diverse culture. Più ci sono differenze, più ci arricchiamo».

«Dobbiamo tornare a parlarci. Dobbiamo negoziare con il dialogo. Informale, aperta, collaborativa: così deve essere la nostra modalità di essere se vogliamo sopravvivere e superare i disaccordi. Teniamo le orecchie aperte per imparare dagli altri. Dobbiamo imparare a condividere, collaborare, cooperare».

Valorizzazione della diversità. Zygmunt Bauman ci invita al buonsenso, all’autocritica, all’accettazione di essere nel torto.

Fa pensare il neologismo del filosofo e sociologo polacco: #nowism, la cultura dell’ora, il carpe diem del subito.

Sì, pianificazioni e programmazioni a lungo termine sono inutili. La nostra vita è fluida e in continuo mutamento. E così è anche il lavoro.

L’equilibrio tra offline e online va cercato e trovato oggi. Abbiamo un futuro da creare, usando la tecnologia per coltivare la nostra creatività e innescare connessioni con menti, persone, originali e innovative.

A.A.A. cercasi creativi, originali, lungimiranti. Cercasi persone sostenibili con il pallino di crescita personale e benessere.

Se ci sei, batti un colpo? Ti aspetto qui sotto!

About Gloria Vanni

Ciao, sono Gloria, giornalista, blogger, digital copywriter, divulgatrice digitale. Amo creare connessioni tra persone e cose. Scrivo articoli per blog, pagine e media online. Andare controcorrente è nel mio Dna. Lo so da quando scappavo dall'asilo in cerca di idee e passioni. Sogno, sorrido, condivido.
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Gloria VanniZygmunt Bauman. Guru? No, sono liquido

5 conversazioni a “Zygmunt Bauman. Guru? No, sono liquido”

  1. Nino Mandato

    Una delle considerazioni di Bauman mi stimola una piccola riflessione: – Dal web abbiamo tutte le informazioni sul resto del mondo. Consideriamo pericolosi gli estranei: non conosco quella persona e quindi mi crea disagio. –
    Molto strano e contraddittorio, a mio parere, che da una parte si aprano le porte del mondo grazie al web e dall’altra ci si chiuda all’estraneo o al diverso.
    Forse il limite del web proprio questo: ci consente di relazionarci con tutti, ma solo virtualmente, dal chiuso della nostra stanza. L’equilibrio tra offline e online va cercato e trovato oggi.
    Non posso che essere d’accordo con la conclusione di Bauman: – Abbiamo un futuro da creare, usando la tecnologia per coltivare la nostra creatività e innescare connessioni con menti, persone, originali e innovative. –
    Se questo non accade il web fallir sul fronte fondamentale dello scambio intellettuale restando solo luogo di traffico commerciale. Paura!!!

  2. Gloria Vanni

    Grazie, Nino, per queste tue considerazioni che condivido al 100%. E di pi! Leggi l’intervista di oggi, venerdì 18 ottobre: la diversità è l’energia di due ragazzi, due artisti, due persone che stanno compiendo passi originali.
    La rete non può essere solo luogo commerciale e scambio di informazioni. Qualità e innovazione sono opportunità da non sprecare. Se così non è, altro che paura! cronaca di una morte annunciata, prendendo in prestito il titolo di Gabriel Garca Mrquez… Non credi?

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  4. Francesco

    Grazie Gloria di questo bel resoconto… Trovo sempre bei contenuti sul tuo blog!
    Penso che Bauman abbia interpretato perfettamente la condizione e i disagi dell’uomo contemporaneo: una grande paura di confrontarsi con ciò che è diverso da lui, il disagio che nasce dal non poter più fare affidamento su nulla, tutto che cambia velocemente, l’incertezza sul futuro.
    Un rimedio ce lo da proprio il web, che in effetti stimola il dialogo, l’espressione di se, il confronto, e che con le logiche su cui si fonda sta a mio parere contribuendo alla “formazione” di una nuova classe di persone: positive, dinamiche e pronte a collaborare e ad accogliere punti di vista differenti… Più pronte quindi ad affrontare questo nuovo tipo di società “liquida”!

  5. Gloria Vanni

    Ciao, Francesco, e benvenuto tra le conversazioni di LessIsSexy!

    Sono felice di dare un volto e un nome a un altro fan di questo blog: grazie per questo inaspettato dono 😄 Sì, Bauman è una fonte di ispirazione di cui amo la grande semplicità e credo tu abbia assolutamente ragione: abbiamo una fottutissima paura di tutto ciò che è diverso, al di fuori delle regole e del conosciuto. Internet può essere in effetti uno strumento straordinario per conoscere sempre che… Non ci limitiamo a coltivare il nostro piccolo orticello!

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