Fai da te con le mani: perché è un potente antistress da usare ora!

Gloria VanniPersone e Benessere1 Commento

Persone e Benessere | Fai da te con le mani: perché usare (subito) questo potente antistress

«Incidere sulla qualità della giornata, ecco la più sublime delle arti», dice Lars Mytting nel suo “Norwegian Wood“, bestseller da oltre mezzo milione di copie tradotto in dieci paesi. Faccio mia la frase del giornalista e narratore norvegese e la condivido per fare insieme il punto sul fai da te con le mani.

Ho avuto la fortuna di scoprire l’importanza di fare le cose con le mani a 20 anni, in barca. Ero giovane e lo considero uno dei più preziosi insegnamenti dei miei 5 anni di vita in mare.

Il fai da te con le mani è una lezione di vita

Sono passati 40 anni e ricordo ancora il mio primo lavoro manuale: dare un altro aspetto al verricello o salpa ancora che su una barca di 23 metri in legno aveva una sua importanza come dimensioni e funzionalità. Funzionava ma era malconcio e arrugginito. Ho trascorso giorni a togliere mani di vernice sotto cui si era formata la ruggine.

Il mare non perdona e la ruggine avanza senza sosta. Raggiunta la sua anima di ferro, è iniziato il percorso inverso con una prima mano di antiruggine e poi le varie mani di pittura bianca. Alla fine il candido verricello svettava a prua della barca come una lucente sentinella. Peccato che dopo poco ha smesso di funzionare e per 9 mesi in Mar Rosso le ancore scendevano e risalivano grazie alle nostre mani e braccia. Ecco perché il fai da te con le mani è una lezione di vita, pragmatica e spirituale al tempo stesso.

Ogni volta che mi accingo ad accendere il fuoco a Casa Bonita ripenso al manuale che s’intitola come un romanzo di Murakami e come una canzone dei Beatles. Perché non sempre riesco ad accenderlo, il fuoco. Poi perché richiede attenzioni per me inconsuete. È la prima volta che abito una casa dove il legno è fonte di calore, di sostenibilità e sopravvivenza.

Persone e Benessere | Il fai da te con le mani è un potente antistress

Vivi il fai da te con le mani come attività filosofiche

«Molte persone vivono i loro momenti di maggior riflessione davanti al ceppo», scrive ancora Lars Mytting in “Norwegian wood“. Viviamo in un’epoca in cui i manuali sono tra le cose più vendute al mondo. Manuali e video per fare tutto. Però, alzi la mano chi ama lavare, stirare, spolverare, passare lo straccio, lavare i piatti, fare ordine e così via. A me non piacevano fino a quando ho smesso di considerarli doveri o impegni quotidiani e ho conferito loro il ruolo di attività filosofiche.

Non è la scoperta del secolo la mia. Basta ripensare all'”ora et labora“, prega e lavora, dei monaci benedettini. È un motto quanto mai attuale. Ci invita ad esperienze semplici che in realtà sono complesse. Esperienze reali, condivise con uomini e donne assolutamente normali, rilassati e sorridenti come ci mostra Lars Mytting nel suo libro. Allora, se ce la fanno loro, penso, posso farcela anche io. A fare cosa? A lavare, stirare, pulire la stufa, accendere il fuoco

Il fai da te con le mani ha un potere immenso. Non è solo dovere, hobby, modo di risparmiare: è un potente antistress per chiunque, donne e uomini, giovani e vecchi. La cura degli oggetti porta alla calma e abbiamo tanto da imparare dai gesti quotidiani. Sono gesti di esistenza.

Spero di averti aiutato a considerare meno noiose e più interessanti alcune nostre attività giornaliere. Che le facciamo o no ci riguardano, penso mentre guardo il fuoco e intanto tutto brucia e finisce in cenere. Ti auguro buona vita e, in attesa di conoscere il tuo pensiero qui sotto, ti ricordo che nei monasteri buddisti sono i monaci più alti in grado a gestire le pulizie.

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About Gloria Vanni

Ciao, sono Gloria, giornalista e blogger. Scrivo articoli per blog e media online. Amo esplorare, viaggiare, ospitare, creare connessioni. Andare controcorrente è nel mio Dna. Lo so da quando scappavo dall'asilo in cerca di idee e passioni. Sogno, sorrido, condivido. Vivo a Minorca.
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Una conversazione a ““Fai da te con le mani: perché è un potente antistress da usare ora!”

  1. Massimo Ceron

    L’essenziale. Grazie Gloria per questa tua testimonianza: mi fa tornare in mente le mie esperienze di missione in Burundi, il viaggio all’interno del paese col missionario dove vedevamo i fuochi accesi qua e là intorno ai villaggi per scaldare un pasto quotidiano, e appunto ci spiegava che per accenderli non usavano né fiammiferi né accendini… Tra l’altro abbiamo montato una cucina solare costruita con un pannello sotto a una griglia, dove trovava posto una pentola che nel giro di poco tempo faceva sì che l’acqua iniziasse a bollire. Oggi so che da quell’esempio sono state date istruzioni a giovani di strada per creare una vera e propria scuola che possa fruttare e costruire altre cucine simili. Grazie per avermi fatto rivivere questi ricordi attraverso questo tuo post.

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