Luciana Delle Donne. Da Officina Creativa a Made in Carcere

Gloria VanniInterviste e OspitiFai una conversazione

Mondi e Sostenibilità | Luciana Delle Donne, creatrice di Made in Carcere

C’è anche Luciana Delle Donne tra i membri dell’equipaggio di Giovanni Soldini. Ci “sfioriamo” il 25 aprile 2011, a Genova, alla partenza di 7 Mosse per l’Italia. Di lei si legge:

«Data di nascita: 28 dicembre 1961. Stato civile: single, ma piena di amici e familiari. Professione: fondatrice del marchio “Made in Carcere”. Studi compiuti: iscritta all’Università della Vita…».

Ci “risfioriamo” il 3 maggio 2013, a Milano, alla Triennale. Alla Notte dei Pionieri by RENA (Rete per l’Eccellenza Nazionale), Luciana Delle Donne presenta il progetto Quid e racconta un frammento di sé.

«Avevo sei anni, stavo giocando, ero sull’altalena. Mi hanno riportata a casa: mio papà era morto in un incidente stradale, aveva 44 anni. Sono la terza di cinque fratelli. Ognuno di noi ha iniziato ad avere un compito: io facevo da mangiare. Mia madre lavorava in banca».

Luciana Delle Donne: dove nasce il bisogno di essere socialmente utile?

«Mi sono spesso chiesta se è allora che è nato il mio bisogno di essere socialmente utile. Credo che solo chi ha sofferto riesca a trovare soluzioni diverse, in alcuni casi innovative. La mia è una piccola esperienza di vita».

Ci ritroviamo giovedì 9 maggio, a Milano, alla Libreria Egea, in occasione di Social changers. High impact experiences: Luciana è invitata da Francesco Perrini, professore in Bocconi, Direttore del Centro Ricerche su Sostenibilità e Valore (CReSV). E nasce questa intervista.

«Perché devo sempre aiutare gli altri? Ho reagito a delle esperienze di vita. Tutto qui. Nella mia prima vita, lunga 22 anni, sono stata bancaria. Al vertice della carriera e successo, dico basta e lascio la banca».

Decide di occuparsi di un’altra ricchezza, quella interiore. Lascia Milano e, dopo un’esperienza in Brasile come volontaria, ritorna a Lecce e inizia la sua terza vita. Fonda la cooperativa Officina Creativa e nel 2007 nasce il marchio Made in Carcere, un progetto di vita, di orgoglio e dignità. Guarda questo video.

Storie di donne. Perché Luciana Delle Donne diventa imprenditrice e crea il marchio Made in Carcere

Made in Carcere è un  marchio che dà lavoro e speranza a centinaia di donne detenute. Nel laboratorio della casa circondariale Borgo S. Nicola di Lecce, infatti, diventano sarte professioniste e sono assunte da Officina Creativa. Creano braccialetti, borse, custodie, sciarpe che diventano copricapi…

«Credo che i problemi siano latenti in ognuno di noi. Poi, improvvisamente vengono a galla ed esplodono. Io ho dovuto educarmi ai distacchi repentini. Mia madre ha perso il suo secondo grande amore in due anni: aveva 49 anni ed è morto di Alzheimer. Sono distacchi che ti obbligano a vivere la vita per quello che è, un istante dopo l’altro, come se fosse sempre l’ultimo. Il dolore è una perdita di tempo, non possiamo permettercelo, tanto più in carcere».

Luciana Delle Donne raccoglie tessuti e decide di applicare la creatività al buon senso: nasce la Banca del tessuto. S’impegna a ricostruire la cassetta degli attrezzi personali, propria e altrui, e aggiunge:

«Noi abbiamo sempre la soluzione, i problemi li lasciamo agli altri. Il cambiamento è una conseguenza del lavoro quotidiano. Stiamo lavorando a un modello di sviluppo sostenibile, verso la società e l’ambiente».

Interviste e Ospiti | Made in Carcere by Luciana Delle Donne: braccialetti

Sostenibilità per/tra detenute: Luciana Delle donne spesso non conosce reati e condanne. Non sapere è anche un vantaggio.

«Ognuna di loro è una lavoratrice a tutti gli effetti, con contratto, ferie, Cud, Tfr. Nella sfortuna, sono donne fortunate: imparano nuovi mestieri, scoprono passioni e capacità sconosciute. Si sentono utili, a se stesse e a chi sta fuori, i figli in primo luogo. Cosa non semplice in carcere e in celle di 20×2 metri dove, se una è sdraiata, l’altra deve stare in piedi».

La storia continua. Con un vulcano come Luciana Delle Donne, ho il sospetto che sia lunga. L’8 maggio 2014, a Roma, debutta Sigillo, la prima agenzia nazionale di coordinamento dell’imprenditorialità delle donne detenute. Prima nel suo genere, in Italia e in Europa, cura le strategie di comunicazione e collocamento sui mercati «dei prodotti realizzati dalle donne detenute nei laboratori sartoriali avviati in alcuni istituti penitenziari italiani».

Fare del bene fa bene. Cosa cerca Luciana Delle Donne?

«Voglio dimostrare che fare del bene… fa bene! E se lavoriamo per un benessere comune, è più facile essere felici».

Semplice! Grazie a Made in Carcere, da maggio 2016 Luciana delle Donne fa parte della rete internazionale degli imprenditori e innovatori sociali Ashoka. Come Francesca Fedeli e Roberto D’angelo, i genitori di Mario, un’altra storia di eccellenza italiana. Ah, guarda che belle le ultime creazioni Made in Carcere!

Interviste e Ospiti | Luciana Delle Donne: borse Made in Carcere

About Gloria Vanni

Ciao, sono Gloria, giornalista e blogger. Scrivo articoli per blog e media online. Amo esplorare, viaggiare, ospitare, creare connessioni. Andare controcorrente è nel mio Dna. Lo so da quando scappavo dall'asilo in cerca di idee e passioni. Sogno, sorrido, condivido. Vivo a Minorca.
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