The Shed at Dulwich: come diventare il ristorante (falso) #1 a Londra

Gloria VanniViaggi e Lifestyle6 Conversazioni

Viaggi e Lifestyle | The Shed at Dulwich: come diventare il falso ristorante più gettonato a Londra su TripAdvisor

Mi sono spesso chiesta quanta verità ci sia dietro ai commenti di TripAdvisor. Perché se su Airbnb solo gli ospiti che hanno soggiornato in una struttura possono lasciare un feedback, su TripAdvisor chiunque può dire la sua. Sono recensioni non verificate. La ragione per cui ho comunque deciso di pubblicare Einstein, Confucio e Picasso, le camere di Casa Bonita, sulla piattaforma di viaggi con sede in Massachusetts è una: portare Casa Bonita nelle prime pagine dei motori ricerca. Obiettivo raggiunto.

Qualsiasi dubbio sulla veridicità di TripAdvisor me lo sono tolta con The Shed at Dulwich, ristorante su appuntamento dove gustare ricette emozionali di cucina britannica e vegetariana. Un locale esclusivo a Londra, sempre pieno e pertanto (quasi) inaccessibile. In sei mesi, da aprile a novembre 2017, è diventato il #1 degli oltre 18mila locali londinesi segnalati su TripAdvisor.

Ideato da Oobah Butler, giovane giornalista freelance per VICE, Noisey, The Guardian, ShortList Magazine, The Shed at Dulwich in realtà non esiste! Ecco come un falso ristorante diventa il numero uno su TripAdvisor.

Viaggi e Lifestyle | The Shed at Dulwich: come diventare il ristorante (falso) n. 1 a Londra su TripAdvisor

Perché nasce The Shed at Dulwich, falso ristorante ed esperimento di successo

Oobah Butler è un giovane autore, sceneggiatore ed ex scrittore di recensioni false su TripAdvisor. Un giorno, nel suo capannone con giardino in un sobborgo a sud di Londra, si chiede:

«Nell’attuale clima di disinformazione e data la nostra disponibilità a credere a qualsiasi scemenza, è possibile creare un finto ristorante? Ed è possibile che abbia successo?».

Trovare le risposte diventa la sua missione. Decide di trasformare il capannone con giardino dove vive nel più famoso ristorante di Londra su TripAdvisor con l’aiuto di recensioni false.

Compra un dominio, costruisce un sito web, crea una pagina Facebook, chiede recensioni a destra e manca e presenta The Shed at Dulwich a TripAdvisor. Che il 5 maggio 2017 gli risponde con una email di accettazione e lo ringrazia per

«averci dato l’opportunità di far conoscere alla comunità di TripAdvisor The Shed at Dulwich».

Ha bisogno di essere verificato, però. A Butler basta un cellulare e una scheda telefonica da 10 sterline. The Shed è al 18.149 posto: è il peggior ristorante di Londra, secondo TripAdvisor. Ha bisogno di molte recensioni, scritte da persone reali su diversi computer. In poche settimane arrivano le prime 10mila recensioni e The Shed inizia così la sua rimonta.

Cosa succede a fine giugno? Le persone scrivono e telefonano per prenotare The Shed at Dulwich

Viaggi e Lifestyle | Oobah Butler tra gli ospiti della prima e unica sera reale di The Shed at Dulwich

Suona il cellulare: «Pronto, è The Shed?». «Ho sentito tanto parlare del tuo ristorante… Hai un tavolo per questa stasera?». Oobah Butler inizia a rendersi conto che le cose stanno andando verso il suo traguardo. Arrivano decine di email e telefonate con richieste di prenotazione. La sua risposta è sempre:

«Mi spiace, siamo pieni per le prossime due settimane».

Sarà per gli appuntamenti impossibili, per la mancanza di indirizzo e per l’esclusività generale del locale, le richieste aumentano incessantemente e The Shed at Dulwich in una notte diventa il numero 1.456. A fine di agosto è al #156 posto su TripAdvisor, come racconta Oobah Butler nel suo articolo su VICE. Tutti lo vogliono e lo cercano. Il 1° novembre, sei mesi dopo averlo pubblicato online, è il numero 1 su 18.092 ristoranti a Londra.

Cosa si mangia nel ristorante più quotato a Londra? Piatti come Lussuria (rognoni di coniglio su pane tostato conditi con zafferano e zuppa di ostrica, serviti con soufflé di melograno), Amore, Comfort (maccheroni con formaggio Yorkshire blu, con scaglie di pancetta, serviti in una ciotola di cotone egiziano e pane a lievitazione naturale), Contemplazione, Felice, Empatico.

È illimitata a fantasia del burlone Oobah Butler che si definisce un tipo abbastanza semplice. E arriva il giorno in cui capisce di avere una sola soluzione: rendere reale ciò che ha creato e in soli quattro giorni aprirà The Shed at Dulwich.

A The Shed at Dulwich i piatti emozionali ricordano i sapori di casa…

Viaggi e Lifestyle | The Shed at Dulwich: come diventare il ristorante (falso) n. 1 a Londra su TripAdvisor
Butler decide di servire ciò con cui è cresciuto, ovvero piatti pronti (spesa complessiva di 31 sterline) e si fa aiutare da un amico chef che ha lavorato in ottimi ristoranti. Riempie metà dei tavoli con amici. Un DJ suona i rumori di un vero ristorante. Una cameriera intuitiva che sa interpretare il menu spiega ai commensali quanto sia intensa l’esperienza di un budino mangiato da una tazza…

Oobah Butler conduce a occhi bendati gli ospiti che hanno avuto la fortuna di trovare un tavolo a The Shed: «Joel e Maria arrivano dalla California, sono in vacanza in Europa per la prima volta. Ieri erano a Parigi, questa è la loro prima sera a Londra», racconta Butler. La stranezza affascina. Tutti sono usciti entusiasti dall’esperienza gastronomica e, al di là di non avere pagato nulla«perché la serata era per la stampa», sono pronti a ripeterla. Ma The Shed at Dulwich apre solo quella sera e nel giro di poche ore scompare da TripAdvisor. Mercoledì 6 dicembre 2017 Butler si “autodenuncia” nel lungo articolo pubblicato sul VICE.

Il giorno dopo, nel più grande show televisivo del mattino della Gran Bretagna Oobah Butler è definito un “cattivo ragazzo”! Guarda il video.

Lui, capello candido e occhi blu, con la faccia da angioletto dispettoso dice:

«Mi piace essere positivo. Se posso trasformare il mio giardino nel miglior ristorante di Londra, allora davvero tutto è possibile». Amen e buona vita!

PS. TripAdvisor promette maggiori controlli contro i falsi profili e risponde: «Di solito le uniche persone che creano elenchi di ristoranti falsi sono giornalisti che cercano inutilmente di metterci alla prova. Nessun altro sente il bisogno di creare un ristorante finto, quindi questo test per noi non ha alcun significato».

L’Italia è pioniera in questo tipo di esperimenti. Nel 2015, infatti, il quotidiano Italia a tavola crea il profilo falso di un ristorante a Moniga del Garda che, con sole 10 recensioni tarocche, in un mese è al top della classica. E lancia la campagna #NoTripAdvisor.

About Gloria Vanni

Ciao, sono Gloria, giornalista e blogger. Scrivo articoli per blog e media online. Amo esplorare, viaggiare, ospitare, creare connessioni. Andare controcorrente è nel mio Dna. Lo so da quando scappavo dall'asilo in cerca di idee e passioni. Sogno, sorrido, condivido. Vivo a Minorca.
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Gloria VanniThe Shed at Dulwich: come diventare il ristorante (falso) #1 a Londra

6 conversazioni a “The Shed at Dulwich: come diventare il ristorante (falso) #1 a Londra”

  1. nino

    Questo, purtroppo, è il web. Tutto può essere inventato. In particolare tutto può essere falsificato. Questi sono i pericolosi limiti della comunicazione on line dove un pubblico disattento e superficiale si beve tutto. Le conseguenze le possiamo osservare ogni giorno. Ohinoi!!!

  2. Gloria Vanni

    Ciao Nino, grazie per il tuo pensiero al quale vorrei aggiungerne un altro: non è tanto il web e la comunicazione online, è come noi usiamo questi strumenti.

    Lo usiamo ancora abbastanza male, purtroppo. Infatti, benché Internet sia nato negli anni ’60 del secolo scorso con lo scopo di connetterci, di unirci, noi lo usiamo per tutt’altro e tanti, tantissimi, sono i falsi, i fake. Come ha dimostrato Oobah Butler.

    Però non demordo e spero di arrivare al giorno in cui il web avrà trovato per tanti il suo scopo originale, ovvero essere capace di connetterci.

  3. Grazia Gironella

    Ah, che meraviglia! Mi domando sempre quante panzane ci beviamo, con questa illusione dell’onnipotenza/onniscienza/onnipresenza della rete. Per fortuna ci si può aiutare con i controlli incrociati, ma immagino che gli ingegni vispi come Oobah Butler ci facciano fessi lo stesso. 😉

  4. Gloria Vanni

    Credo che tu abbia abbastanza ragione, Grazia, anche se le mie recensioni sono autentiche e quando le faccio mi impegno affinché trasmettano qualcosa del luogo che racconto.

    Insomma, mi sento responsabile e mai mi verrebbe in mente di scrivere giudizi falsi, tantomeno a pagamento. Ma il mondo è bello perché è vario e già nel 2015, come scritto, il quotidiano Italia a tavola ha creato il profilo di un ristorante falso con ottimi esiti di posizionamento.

    Bo’, se pensi che su Instagram abbiamo creato la prima “influencer virtuale”, ovviamente giovane e bella… Non so dove andremo. Credo che questi siano frammenti da conoscere per affinare la propria capacità di sentire e scegliere nel brusio assordante di oggi. Un oggi dove tutto è possibile, appunto.

    1. Grazia Gironella

      Certo, anch’io lascio recensioni; non si può dire che siano inutili, e con un po’ di attenzione a volte si riescono a individuare quelle utili, separandole dalla fuffa. Come dici tu, non è tanto internet, quanto la nostra capacità o incapacità di usarlo in modo che ci aiuti anziché farci lo sgambetto.

  5. Massimo Ceron

    Argomento veramente importante da affrontare, oltreché d’attualità enorme! Credo che oggi il web dia delle potenzialità impressionanti a chi non ha scrupoli nell’impossessarsi della libertà altrui, nel dargli delle convinzioni che non esistono e, magari, pure a spillare quattrini a poveri malcapitati.
    E fortuna che possiamo fare queste riflessioni grazie a Gloria, per tenere sempre sù le antenne e non lasciarci abbindolare da recensioni, portali, siti web o checchessia dai quali poi non si riesca più a rimediare ad eventuali errori commessi.
    Ce n’è per tutti i tipi purtroppo….quante volte vi appaiono delle scritte a mò di banner pubblicitario con la dicitura “hai vinto un premio xyz, clicca quì”….,,per non parlare di avvenenti ragazze russe che scrivono email private che vorrebbero incontrarvi (con questo https://medium.com/@massimin74/scammers-se-le-conosci-le-eviti-25f21791c7ac mio articolo sul mio blog avvisavo di questi rischi!), salvo poi mettere la foto che vi arriva sulla vs email in Google immagini e trovare appunto la cronistoria dei messaggi inviati per circuirvi (mandargli dei soldi perché lei dice che li usa per fare il viaggio e venire a trovarvi, ma poi sparisce nel nulla……).
    Ci sono tra l’altro portali – meglio non fare nomi – dove sembra che la camera che avete scelto sia sempre l’ultima disponibile, della serie o prenoti o perdi il posto…..sempre……altro modo di abbindolarvi!
    Un mio consiglio? Cercate di personalizzare il vostro web, di scegliere solo alcuni canali e lasciare a priori altri, e di personalizzare la vostra barra di navigazione con collegamenti rapidi, solo a siti di fiducia.
    Come lo è questo.
    E di tralasciare tutto il resto.
    Ne va della qualità del vostro web, e non perderete prima di tutto tempo – nel leggere falsità -.

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